Sara Kelany: “Contro il fondamentalismo islamico servono regole chiare e trasparenza sui fondi”
Politica - di Valter Delle Donne - 14 Settembre 2026 alle 16:03
“In Italia non deve esserci spazio per fanatismo, sharia e fondamentalismo islamico. Basta alle prediche d’odio, basta a chi vuole distruggere i nostri valori occidentali e a chi considera la donna un essere inferiore”. Lo ha detto Sara Kelany, deputato di FdI e responsabile nazionale del dipartimento immigrazione del partito del premier Giorgia Meloni in un’intervista al quotidiano ‘Il Tempo, aggiungendo che “i finanziamenti si possono e si devono controllare”.
Kelany: “Le sinistre non vogliono vedere l’evidenza sul fondamentalismo islamico”
“Non è una novità, anche se le sinistre non vogliono vedere questa evidenza, che vi siano Stati esteri che finanziano moschee in Europa. E lo fanno non per carità, ma per creare i presupposti per la nascita di un Islam politico in Occidente. Con la norma voluta da Fratelli d’Italia, in approvazione alla Camera, ogni finanziamento sopra i cinquemila euro dovrà essere tracciato. È un concetto mutuato dalla legge francese, una regola di buon senso che però la sinistra non riesce ad accettare. Sia chiaro, noi non chiudiamo le linee di finanziamento, chiediamo solo di sapere da dove arriva questo denaro”.
In merito alla chiusura temporanea delle strutture di culto, Kelany ha affermato che “quando all’interno di questi luoghi vengono diffusi messaggi di odio. Non è accettabile che all’interno di strutture pubbliche, invece di parlare di pace, di tolleranza, di religione, si inneggi contro la nostra Costituzione, si attacchino concetti per noi ovvi, scontati e doverosi come libertà, parità ed uguaglianza”.
“Burqa e niqab rappresentano un doppio problema”
E ancora riguardo all’uso del velo integrale Kelany ha spiegato che “quando si iniziò a parlare di vietare questa pratica, la sinistra gridò all’anticostituzionalità. Sa in quale Paese esiste una regola del tutto identica a quella che vogliamo approvare? In Egitto. È del tutto evidente come il burqa o il niqab presentino due problemi. Il primo è relativo a una questione di sicurezza, io non posso sapere chi si nasconde dietro il velo. Ma va vietato anche per difendere i diritti delle donne, perché annientano la dignità delle donne. Non accettiamo l’islamizzazione forzata. Non vogliamo questa pratica medioevale”.
“I progressisti difendono, col prosciutto sugli occhi, gli islamici. E lo fanno anche per un motivo assai poco nobile: per fare cassa elettorale. Non è un caso che candidino numerosi esponenti musulmani, lo fanno per coccolare la galassia Propal”, ha concluso Kelany.