Indagine internazionale
Oxygen Forensics è un caso: anche la polizia italiana usa il software dell’azienda controllata dai russi
Il Dipartimento di Giustizia americano ha incriminato Oxygen Forensics, società con sede ufficiale in Virginia, specializzata nell’estrazione e nell’analisi dei dati contenuti in smartphone e computer. Secondo l’accusa, dopo le sanzioni introdotte nel 2022 l’azienda avrebbe nascosto di essere in realtà posseduta e controllata da cittadini russi.
Gli investigatori sostengono che il software fosse sviluppato e gestito da un team in Russia sotto la direzione di Oleg Sergeyevich Davydov, mentre alla guida ufficiale della società figurava Lee Reiber, 55 anni, originario dell’Idaho. Davydov è stato arrestato all’aeroporto londinese di Heathrow mentre stava per imbarcarsi per Istanbul, Reiber è stato invece arrestato negli Stati Uniti.
I cinque cittadini russi indicati come controllori di Oxygen gestivano anche MKO Systems, società che vendeva la stessa tecnologia di base all’Fsb e al ministero dell’Interno russo. Oxygen aveva inoltre rapporti commerciali con strutture statunitensi, tra cui il Pentagono e componenti del Dipartimento della Sicurezza interna.
L’inchiesta, tuttavia, non accusa Oxygen di aver inserito codice malevolo nei propri programmi né di aver avuto accesso non autorizzato ai sistemi o ai dati dei clienti.
I progetti finanziati dall’Unione europea
Oxygen compare anche nell’ambito di progetti europei dedicati alla raccolta e alla gestione delle prove digitali nelle indagini penali. I suoi prodotti sono stati utilizzati in almeno due iniziative finanziate dall’Ue.
La prima, Evidence, ha ricevuto oltre 1,9 milioni di euro tra il 2014 e il 2016. La seconda, INSPECTr, è stata finanziata nell’ambito di Horizon 2020 per sviluppare strumenti capaci di integrare prove digitali raccolte attraverso sistemi differenti ed è rimasta operativa fino al 2023.
Entrambi i progetti erano iniziati prima dell’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022. Oxygen risulta tuttora elencata sui relativi siti web e, sul proprio sito oggi non più attivo, indicava la Commissione europea tra i clienti.
La Commissione Ue ha precisato che Oxygen Forensics non faceva parte dei consorzi e non ha quindi ricevuto finanziamenti europei. Bruxelles ha inoltre ricordato che i progetti sono sottoposti a criteri etici e di ammissibilità e che, dall’inizio della guerra in Ucraina, le entità con sede in Russia non possono partecipare a Horizon Europe.
Oxygen Forensics compare anche in Italia
La vicenda riguarda direttamente anche l’Italia. I prodotti Oxygen sono stati acquistati o accreditati da forze di polizia di diversi Paesi europei, tra cui Italia, Germania, Spagna e Polonia.
In particolare, un documento tecnico dell’aprile 2026 della Procura di Sassari include Oxygen Forensics tra i sistemi riconosciuti per l’estrazione e l’analisi dei dati contenuti nei dispositivi mobili da parte della polizia giudiziaria.
Il caso apre così un nuovo fronte sulla provenienza e sul controllo delle tecnologie utilizzate nelle indagini digitali europee, soprattutto quando si tratta di strumenti capaci di trattare grandi quantità di dati potenzialmente sensibili.