Le suppletive
Il centrodestra stravince a Reggio Calabria. Meloni: “Il voto premia ancora una volta una coalizione compatta e radicata”
Il voto ha catalizzato grande attenzione per la presenza di un candidato di Vannacci: chi sperava che fosse fattore di disturbo per la maggioranza è rimasto molto deluso
“Abbiamo stravinto”. Il risultato delle suppletive a Reggio Calabria è stato così netto che il presidente della Regione, Francesco Occhiuto, ha potuto rivendicarlo già prima della metà dello spoglio. Nel momento in cui scriviamo le sezioni scrutinate sono 384 su 487 e il candidato del centrodestra, il tesoriere nazionale di Forza Italia Fabio Roscioli, è al 52,47%, seguito da Frank Benedetto del centrosinistra inchiodato a un 36,11% che racconta di una partita che non è mai stata aperta. Staccatissimo il candidato di Roberto Vannacci, Domenico Giannetta, al 10%. Ultimo l’esponente di Democrazia sovrana e popolare Francesco Toscano, all’1,37%.
Meloni: “Un voto che premia una coalizione compatta e radicata”
“Il centrodestra si conferma unito anche nelle suppletive di Reggio Calabria, imponendosi sul campo larghissimo delle opposizioni. Complimenti a Fabio Roscioli per il risultato e grazie a tutti gli elettori che hanno scelto di darci fiducia. Un voto che premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori”, ha commentato sui propri social la premier Giorgia Meloni.
Cosa dice il risultato di Reggio Calabria
In queste suppletive, che si sono rese necessarie dopo l’elezione dell’azzurro Francesco Cannizzaro a sindaco di Reggio Calabria, il centrodestra ha superato il risultato delle politiche del 2022, che si era attestato intorno al 47%. Non c’erano concreti elementi per dubitare della riconferma, ma il voto ha comunque catalizzato grandi attenzioni poiché ha rappresentato il primo banco di prova elettorale per Vannacci.
Qualcuno ci aveva sperato. Invece il risultato suggerisce cautela a chi scommette sul generale come fattore di indebolimento del centrodestra e offre anche una chiave interpretativa dei sondaggi. Perché è vero che il 10% è più di quanto accreditato a livello nazionale, ma è anche vero che Giannetta, ex consigliere regionale ed ex capogruppo comunale per Forza Italia, è uomo radicatissimo sul territorio, già recordman di preferenze. Fuori dal perimetro azzurro e della coalizione, però, non è riuscito a fare di Reggio Calabria la “Sassonia” di Fn, come invece aveva pronosticato Vannacci.
Inoltre, benché allo stato attuale non sia possibile un’accurata analisi dei flussi, si può dire con ragionevole certezza che il nuovo partito non ha generato neanche un effetto di mobilitazione nell’area dell’astensionismo. In questa elezione hanno votato davvero in pochi: l’affluenza è stata al 22,34%, in calo di 27 punti rispetto alle politiche del 2022. Dunque, una primissima fotografia parla di una formazione che non è in grado di insidiare il centrodestra, anche quando si presenta con un candidato fortemente radicato, né di intercettare nuovi voti riportando alle urne chi le ha disertate in passato.
Lupi: “Un buon viatico per il futuro”
“Il centrodestra stravince a Reggio Calabria, contro la sinistra e la finta destra funzionale alla sinistra. Avanti così”, ha commentato il deputato di FdI, Francesco Filini. “Il centrodestra, senza Vannacci, vince. E si dimostra come il voto a Vannacci sia solo un voto che al massimo può aiutare la sinistra, come già accade in Parlamento. È vero che si tratta di elezioni suppletive, storicamente caratterizzate da una bassissima partecipazione, ma è altrettanto vero che su questo voto si era concentrata un’attenzione particolare, quasi come fosse un test nazionale. Bene, diciamo che si tratta di un buon viatico per il futuro”, ha commentato il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.