La riunione a Copenaghen
Migranti, in Europa “comanda” il modello Albania: cinque Paesi pronti a realizzare hub fuori dall’Ue
Danimarca, Olanda, Grecia, Germania e Austria seguono l’esempio del governo italiano
Danimarca, Olanda, Grecia, Germania e Austria seguono l’esempio di Meloni e dei centri in Albania. La riunione si è svolta a Copenaghen con i cinque Paesi Ue che stanno lavorando alla possibilità di raggiungere accordi con Stati terzi per ospitare centri destinati ai migranti e alle procedure di rimpatrio. L’iniziativa è stata illustrata dal ministro dell’Immigrazione danese Morten Bodskov al termine di una riunione con i rappresentanti di Paesi Bassi, Grecia, Germania e Austria. Secondo Bodskov il progetto per la creazione di un centro di rimpatrio esterno al territorio dell’Ue avrebbe raggiunto una fase avanzata. La Danimarca, ha spiegato il ministro, prevede di poter inviare i primi cittadini stranieri in uno Stato partner entro la fine del prossimo anno.
5 Paesi Ue pronti ad intesa con Stati terzi per gli hub dei migranti
Le indiscrezioni circolate nei giorni precedenti alla riunione indicano Uganda e Ruanda come possibili Stati coinvolti. Nel corso dell’incontro a Copenaghen, tuttavia, non è stata fornita una conferma ufficiale su queste destinazioni né sono stati resi noti i contenuti di eventuali intese. Il progetto riguarda la gestione di persone che soggiornano irregolarmente e che gli Stati promotori faticano a rimpatriare nei Paesi di origine.
La riunione a Copenaghen
Il contrasto all’illegalità rientra ormai nelle priorità della difesa dei confini nazionali che è diventati tema comune in Europa grazie al lavoro del governo Meloni. E’ grazie alla novità elaborata dall’esecutivo una priorità nel dibattito europeo soprattutto dopo il disastro di Ceuta, che ora potrebbe costare caro al governo Sanchez. Bodskov ha sostenuto che non debba essere riconosciuto un vantaggio a chi si trova illegalmente in Danimarca a causa delle difficoltà operative nel completare il rimpatrio. A suo giudizio, la cooperazione tra i cinque governi rappresenterebbe un passaggio verso un sistema di asilo e migrazione più efficiente. Le sue dichiarazioni riflettono la posizione dei Paesi favorevoli a velocizzare le procedure e a individuare modalità alternative per l’esecuzione dei provvedimenti di espulsione.
Il modello Meloni con i centri in Albania fa scuola in Europa
Il progetto si inserisce nella revisione della politica migratoria europea approvata dal Parlamento europeo a giugno. Le nuove regole mirano ad accelerare le espulsioni e consentono agli Stati membri di istituire centri al di fuori dell’Unione. Il confronto sull’iniziativa resta aperto tra l’obiettivo di rendere più rapide le espulsioni e la necessità di assicurare protezioni effettive alle persone coinvolte. Meloni docet.
Migranti, Berlino: accordo con Paesi terzi per hub di rimpatrio entro fine anno
La Germania punta a raggiungere entro la fine dell’anno un accordo con uno o più Paesi terzi per consentire la creazione degli hub di rimpatrio al di fuori dell’Unione europea. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt al termine dell’incontro di Copenaghen: “Vogliamo raggiungere ancora quest’anno un accordo con Paesi terzi che permetta poi la creazione di Return Hubs”, ha dichiarato il ministro, riportano i mnedia tedeschi. Secondo Dobrindt, sono già in corso colloqui tecnici con possibili Paesi partner, che dovranno ora essere approfonditi. Berlino non ha tuttavia indicato un Paese specifico. Tra gli Stati presi in considerazione nelle precedenti discussioni figurano Ruanda e Uganda. I centri potrebbero inizialmente accogliere richiedenti asilo respinti e persone obbligate a lasciare il territorio europeo che non possono essere immediatamente rimpatriate nei Paesi di origine.
“Vogliamo interrompere la logica criminale”
“Vogliamo interrompere la logica criminale delle organizzazioni di trafficanti”, ha affermato Dobrindt. “I criminali mettono le persone in pericolo di vita e cercano di aggirare le regole dell’Unione europea. Contro queste pratiche illegali ci stiamo battendo”, ha aggiunto. I cinque Paesi torneranno a riunirsi alla fine di settembre a Monaco di Baviera. Gridano allo scandalo Verdi e socialisti parlando di un altro passo verso l’ideologia xenofoba. Sono fuori dal mondo.