"Una sfida di tutti"
Meloni: “L’Italia può ancora essere un Paese per giovani. Mai più un biglietto di sola andata”
“Sì, l’Italia è e può continuare ad essere una nazione per i giovani, nonostante tutto: nonostante le difficoltà, nonostante i suoi difetti, nonostante i ritardi accumulati nel tempo, nonostante gli errori che sono stati fatti dalle generazioni che hanno preceduto quella degli attuali giovani”. La premier Giorgia Meloni in un videomessaggio inviato al festival di Open rivendica le portenzialità della nostra Nazione, dando la carica per non perdere la fiducia. “Sono ancora molti, troppi, i ragazzi che lasciano ogni anno l’Italia. E partire non è, da una parte, sempre una scelta negativa: perché è sacrosanto cogliere un’opportunità o misurarsi con una nuova sfida. Il problema nasce quando partire non è più una scelta libera e diventa invece l’unica scelta possibile, quando si trasforma in una fuga. E noi questo, oggettivamente, non ce lo possiamo permettere”.
Lavoro, casa scuola: le riforme che servono per i giovani
Per questo nel suo intervento ha lanciato un “patto” per le nuove generazioni oltre ogni appartenenza ideologica. I giovano sono figli di tutti. “Mi auguro, lo dico con il cuore” – ha affermato la premier – che il tema dei giovani possa “diventare una sfida di tutti, al di là degli steccati ideologici, al di là delle differenze. Perché questa è la sfida da cui dipende il futuro stesso della nostra nazione”. Il governo ha messo in campo vari interventi. “In questi anni chiaramente non siamo stati a guardare. Abbiamo cercato di affrontare questo tema come lo sviluppo, cioè nei suoi vari aspetti. Abbiamo approvato riforme che erano attese da decenni nel lavoro, nella scuola e nell’università. Abbiamo offerto nuove opportunità, abbiamo lavorato sui salari, abbiamo lavorato a 360 gradi anche sul tema della casa. Il Piano Casa vuole rispondere esattamente a questa necessità”.
“C’è un enorme lavoro da fare: è una sfida di tutti”
Non sono parole di circostanza. “Mi conoscete, sapete che non sono abituata a scappare dai problemi. So benissimo, lo sappiamo tutti, che c’è un enorme lavoro da fare” per “invertire una tendenza che è diventata strutturale negli anni: restituire ai nostri ragazzi la possibilità di trovare in Italia le opportunità che meritano e che troppo spesso vanno a cercare altrove”. “Serve una formazione di qualità, un lavoro sicuro e stabile, una retribuzione adeguata, una casa a un prezzo equo“, sottolinea Meloni evidenziando gli ambiti di intervento nei quali il governo sta operando per rimuovere le difficoltà che i giovani riscontrano . “Sappiamo ovviamente che non basta, che la strada da fare è ancora lunga e la vogliamo percorrere tutta. Moltiplicando gli impegni e gli sforzi, perché non ci arrendiamo all’idea che l’unica opzione che l’Italia può offrire ai propri figli sia un biglietto di sola andata per andarsene”. I segnali positivi ci sono. Pochi giorni fa i Consulenti del lavoro in un focus hanno fornito dati incoraggianti sui giovani cervelli “di rientro”: in Italia ogni 100 trasferimenti all’estero erano 26 nel quinquennio 2011-2015 coloro che facevano ritorno in Italia. Sono diventati 31 in quello successivo, per arrivare a 40 tra il 2021 e il 2025.
La visita alla fabbrica Beretta
Il videomessaggio è arrivato mentre la premier era impegnata a Gardone Val Trompia in provincia di Brescia per partecipare alle celebrazioni per il 500esimo anniversario della azienda più antica d’Italia: la Fabbrica Beretta. Accompagnata dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha visitato l’area produttiva dello stabilimento. Applausi, sorrisi, strette di mano. Clima di grande cordialità per la premier che si è poi recata all’oratorio San Giovanni Bosco di Gardone Val Trompia in un bagno di folla. “Essere qui oggi significa riconoscere una realtà di assoluta eccellenza: dal radicamento, dalla storia che c’è dietro, dalla manifattura, dal Made in Italy raccontato nel mondo, dalla sicurezza per le nostre forze dell’ordine. Insomma, una storia importante”. Così la presidente del Consiglio, che ha poi lasciato Gardone Val Trompia, dopo aver assistito al passaggio delle Frecce Tricolori che hanno sorvolato l’oratorio San Giovanni Bosco.