Da Gaza all'Emilia
Marzabotto premia Francesca Albanese tra le polemiche. E la sindaca rossa se ne infischia: «Non mi interessano»
A Marzabotto si consuma l’ennesima polemica che trasforma la memoria e le istituzioni in terreno di battaglia politica. La giunta rossa ha infatti deciso di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi. La cerimonia è fissata per il 23 settembre, sul palco del teatro comunale.
A volere fortemente la controversa onoreficenza è stata la sindaca Pd Valentina Cuppi, che di fronte alle contestazioni non perde tempo in sfumature: «Non mi interessano le polemiche. Le motivazioni sono assolutamente valide e le confermo».
Caso chiuso, almeno nelle intenzioni del primo cittadino. Più difficile pretendere che nessuno trovi singolare la scelta di assegnare proprio a Marzabotto un simile riconoscimento a una figura che ha collezionato polemiche per le sue prese di posizione.
Sul sito del Comune l’elogio di Albanese
Per capire l’entusiasmo dell’amministrazione basta leggere le motivazioni pubblicate sul sito comunale. Il libro di Albanese avrebbe «lo slancio di un manifesto e il sentimento di un’opera d’amore». E la Palestina offrirebbe al mondo «uno spiraglio di luce» capace di invitare «ad aprire gli occhi e agire».
Più che una motivazione istituzionale, un vero encomio.
Eppure qualche precedente avrebbe potuto suggerire almeno un briciolo di prudenza. Dopo l’assalto del centro sociale Askatasuna alla sede torinese de La Stampa, Albanese aveva parlato di «monito per la stampa». Parole che provocarono forti reazioni e che oggi acquistano un sapore ancora più particolare davanti alla decisione di premiarla con una cittadinanza onoraria.
Prima Lepore, ora Albanese
C’è poi un dettaglio che rende il quadretto ancora più curioso. Nel dicembre scorso Marzabotto aveva revocato la cittadinanza onoraria a Matteo Lepore, oggi sindaco di Bologna, al quale era stata concessa nel 2013.
Ora le porte si spalancano per Albanese.
La sindaca Cuppi, del resto, ha già chiarito quanto peso intenda attribuire alle obiezioni: nessuno. Il 23 settembre arriverà la cittadinanza onoraria. E le polemiche, quelle che «non interessano», sono servite.