Un trend in crescita
Lotta all’evasione, il record del governo Meloni: in tre anni recuperati 101 miliardi. E la sinistra muta
Dal 2023 si registra un trend in crescita e nel 2025 il recupero ha raggiunto i 36,2 miliardi: altro che "era Ruffini" come sosteneva qualcuno. I risultati sono frutto dell'era Meloni
Nel triennio 2023-2025 nelle casse dello Stato sono entrati 101 miliardi recuperati dall’evasione fiscale. Si tratta di una cifra record, resa possibile da una precisa volontà politica che ha messo in campo azioni mirate, anche con l’utilizzo delle nuove tecnologie. A fornire la cifra è stato il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, in audizione davanti alla Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria. Leo ha anche fornito il dettaglio per annualità: 31,4 miliardi sono stati recuperati nel 2023; 33,4 miliardi nel 2024; 36,2 miliardi nel 2025.
In tre anni recuperati 101 miliardi
I dati non dicono solo che si tratta di un trend in crescita, sono anche la prova che il risultato va in capo al governo e alle direttrici che ha dato. Un’ovvietà, certo. Se non fosse che, a suo tempo, l’allora direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ritenne di intestarsi di fatto il ruolo di unico nemico degli evasori, lamentando un clima politico insostenibile per il suo lavoro a causa di un governo che non se ne andava in giro a proclamare che pagare le tasse sarebbe “una cosa bellissima” (copyright del ministro dell’Economia del governo Prodi, Tommaso Padoa Schioppa).
Quando Ruffini provò a intestarsi il record
Ruffini si è dimesso nel dicembre del 2024, proprio in polemica con il governo, che stava passando dal modello del fisco vessatorio a quello del fisco amico. “In effetti non mi era mai capitato di vedere pubblici funzionari essere additati come estorsori di un pizzo di Stato”, lamentò Ruffini in un’intervista al Corriere della Sera in cui annunciava le proprie dimissioni, smentendo, ma facendo presagire un impegno in politica, in un momento in cui il suo nome circolava insistentemente come possibile, ennesimo “papa straniero” del campo largo.
“Di cosa va più orgoglioso di questi anni?”, gli venne chiesto. “In primo luogo, del calo dell’evasione, che è scesa di circa il 30 per cento, e parallelamente dei record di recupero che abbiamo stabilito, fino a superare i 31 miliardi incassati in un solo anno. A volte sembra quasi che contrastare gli evasori sia una colpa e ci si preoccupi più di questo che degli ospedali che chiudono, delle scuole che non hanno fondi o della carenza di servizi perché le risorse sono insufficienti”. Alcune testate parlarono di “era Ruffini” intendendo l’era d’oro della lotta all’evasione.
Altro che “governo amico degli evasori”
A febbraio 2025 il bilancio finale della lotta all’evasione fu ancora più alto di quello rivendicato da Ruffini: quei 33,4 miliardi riportati agli atti anche da Leo. È però – si diceva – il dato finale del 2025 a mettere nella giusta luce questo percorso di recupero dell’evasione andato di pari passo con una riforma del fisco e con provvedimenti fiscali volti a rimettere il cittadino al centro, nella consapevolezza che le tasse devono essere pagate, ma non possono mai trasformarsi in un “pizzo di Stato”. Fu Giorgia Meloni a usare quell’espressione in un comizio nel maggio del 2023. Ruffini, evidentemente, vi rimuginò sopra per un anno e mezzo senza riuscire per questo a coglierne il senso. In buona compagnia della sinistra, che a più riprese ha accusato il governo di essere “amico degli evasori”.
Osnato stana la sinistra
“101 miliardi di euro recuperati dall’evasione fiscale in tre anni. Non un annuncio, non una promessa: un dato certificato oggi dal viceministro Leo davanti alla Commissione Anagrafe tributaria, e in costante crescita”, ha commentato il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato. “Un risultato – ha aggiunto – che nasce dall’incrocio dei dati, dal potenziamento dell’analisi del rischio e dall’intelligenza artificiale, messi finalmente al servizio dello Stato, contro chi le tasse non le paga e che non mortifica chi, in buona fede, non riesce sempre a ottemperare pur dichiarando i propri redditi, offrendo molti strumenti di adempimento dilazionato”.
“Chiedo alle opposizioni – ha proseguito Osnato – dove sono finiti i condoni e le strizzate d’occhio agli evasori? Mai un governo aveva recuperato tanto, e il governo Meloni lo fa senza sanatorie, senza scorciatoie, senza sconti a nessuno. Chi per anni ha strumentalizzato la lotta all’evasione oggi dovrebbe solo prendere atto e complimentarsi dei risultati, invece sceglie il silenzio. Forse perché ogni euro recuperato è la prova che le loro accuse erano solo propaganda”.