Alla Camera il 28 settembre
Legge elettorale: baruffa in Senato, 5Stelle nervosi. Lisei: “Siete allergici alla sovranità popolare, ricordate il premier Pinco Pallo?”
La legge elettorale entra nel vivo. Oggi i primi passi al Senato senza relatore, come era nelle previsioni. Il testo in esame è quello licenziato alla Camera, senza l’emendamento di maggioranza sulle preferenze approvato dalla commissione di Palazzo Madama. Il provvedimento verrà votato entro il 15 settembre. E approderà alla Camera lunedì 28 settembre, come stabilito dalla conferenza dei capigruppo.
Senato, al via la legge elettorale: la sceneggiata delle sinistre
Sulle preferenze nessuna ombra nella maggioranza. L’accordo regge, assicura Maurizio Lupi. “Questa è una legge elettorale che garantisce la governabilità da una parte e dall’altra dà una corretta rappresentanza. Doveva finalmente ridare la possibilità ai cittadini anche per Camera e Senato di scegliere i propri deputati o senatori. È un principio di democrazia fondamentale, per anni si calavano dall’alto i deputati che venivano scelti dalle segreterie di partito”.
Cinquestelle all’attacco: si decide tutto a via della Scrofa
Come da copione le opposizioni scelgono la sceneggiata a favore di telecamere, grillini in testa. “Siccome Giorgia Meloni e la maggioranza vogliono a tutti i costi cucirsi addosso una legge con cui provare a non perdere le elezioni, il Senato è costretto a una corsa contro il tempo su questo provvedimento, anziché occuparsi di caro benzina, inflazione e stipendi bassi”. Così in aula la pentastellata Alessandra Maiorino. “Per sapere di che legge elettorale stiamo parlando, dobbiamo andare in via della Scrofa, dove fra alcuni minuti si riunirà per l’ennesima volta la maggioranza nel panico da Vannacci”. Questa la tesi riproposta stancamente dal campo largo in cerca di bussola.
Lisei: siete allergici alla sovranità popolare, ricordate il premier Pinco Pallo?
“L’impressione – replica in Aula Marco Lisei di FdI – è che la sinistra sia un po’ allergica alla sovranità popolare. Capisco che volete interpretare la Costituzione come volete. Forse nella vostra interpretazione della Costituzione la sovranità non appartiene al popolo. Ma appartiene alla casa del popolo. Ma non è espressione della sovranità popolare se i cittadini possono sapere chi è il candidato premier delle coalizioni? Non è espressione della sovranità popolare se i cittadini possono finalmente mettere da parte i governi papocchio? I governi che hanno generato instabilità e i presidenti del Consiglio che nessuno aveva mai sentito nominare?”.
Con Conte venne scelto un premier che nessuno conosceva
Poi il senatore di FdI richiama le parole pronunciate dalla sinistra quando venne scelto come presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Il premier ‘Pinco Pallo’, definito così – ricorda Lisei – da quelli che vi siedono di fianco, cari colleghi del Movimento 5 Stelle. Per la prima volta nella storia della Repubblica è stato scelto un premier che nessuno sapeva chi fosse. Nessuno sapeva chi fosse Giuseppe Conte. Lo sapeva forse lo studio Alpa”.
La Russa alle opposizioni: fate esercizio di ascolto
Colti nel segno i 5Stelle scatenano la bagarre interrompendo l’intervento. Entra in campo Ignazio La Russa. “Lasciamolo parlare, ho sentito di peggio”. Poi il presidente del Senato richiama la senatrice 5Stelle Barbara Floridia: “Non può intervenire ogni volta che sente qualcosa che non le piace. Dovete consentire a chi non la pensa come voi di esprimere le sue opinioni, fate esercizio di ascolto”.