Polemica dall'Europa
Affitti brevi, la Ue apre alle restrizioni. FdI-Ecr: “Da Bruxelles ideologia e divieti. La Commissione mette i territori l’uno contro l’altro”
Sostenere gli Stati membri e le città dell’Unione europea nell’affrontare il problema dilagante dell’accessibilità economica e la disponibilità di alloggi nelle aree soggette alle maggiori pressioni. È il fulcro della Legge sugli alloggi accessibili (Affordable Housing Act), lanciata dalla Commissione europea e che il primo tentativo a livello comunitario di intervenire su un problema che interessa sempre più le aree urbane del Vecchio continente. Secondo i dati rilevati dall’ultimo, infatti, oltre il 50% degli abitanti delle città considera l’alloggio un problema immediato e urgente nel luogo in cui vive.
La proposta della Commissione ha già raccolto critiche e parte dal tema dell’utilizzo degli alloggi per scopi diversi dalla residenza principale, quali gli affitti brevi, che specialmente nelle città a forte vocazione turistica “può aggravare la disponibilità locale e l’accessibilità economica”. La legge, secondo i proponenti, intende rispondere alle criticità, fortemente localizzate, offrendo alle autorità pubbliche certezza giuridica quando scelgono di agire, sulla base delle specificità locali, nel quadro del diritto dell’Ue.
Fidanza-Sberna-Nesci (FdI-Ecr): Commissione europea divide i territori
E tra le voci critiche che si sono alzate alla notizia della proposta c’è quella di Fratelli d’Italia-Ecr, che in una nota ha sottolineato: “La Commissione sbaglia a procedere con la presentazione del Regolamento europeo sulla casa e alimentare le preoccupazioni dei cittadini già emerse in questi giorni. Con l’attuale impostazione si comprime il diritto di proprietà, si invadono le competenze che spettano agli Stati membri, si mettono i territori uno contro l’altro. Infatti, il Regolamento misura la tensione abitativa in maniera univoca, senza per altro tenere in considerazione i redditi familiari, così che interi territori italiani risulteranno in emergenza mentre altri no. Inoltre, la Commissione potrà cambiare le soglie con un atto delegato, senza che il Parlamento europeo possa emendarle”.
Risposta ideologica a crisi reale
Nel comunicato congiunto firmato Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr al Parlamento europeo, Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia-Ecr coordinatrice per il Gruppo Ecr in Hous, e Denis Nesci, eurodeputato di FdI-Ecr componente di IMCO viene spiegato che “La crisi abitativa è reale, ma la risposta è ideologica e fondata sui divieti. Il rischio è ridurre ulteriormente l’offerta di immobili, scoraggiare gli investimenti e rendere le case ancora meno accessibili. Chiediamo quindi alla vicepresidente Ribera e al Commissario Jørgensen di cambiare approccio e di aprire un confronto vero con il Parlamento europeo, anche alla luce delle raccomandazioni della Commissione speciale che affermano il contrario di quanto previsto dal Regolamento. La strada è il Piano Casa di Giorgia Meloni, con l’obiettivo di aumentare l’offerta, favorire gli investimenti e garantire sicurezza, non imporre una ricetta unica dall’alto. Affrontare l’emergenza abitativa è possibile tutelando allo stesso tempo la proprietà privata e le specificità dei territori”.
Eurodeputati Lega, ‘no a proposta che limita proprietà’
In disaccordo con la proposta dell’Ue anche anche la Lega: “Dopo le case green, arrivano le case a proprietà limitata. Travestito da ufficiale giudiziario, il commissario Dan Jørgensen bussa alle porta per notificarci le sue ultime fantasie” hanno scritto in una nota gli eurodeputati del partito di via Bellerio, secondo i quali dietro all’obiettivo di contrastare gli affitti brevi “si confeziona l’ennesima operazione ideologica per attaccare la proprietà dei cittadini. Laddove ha fallito il comunismo, ci prova la burocrazia di Bruxelles a mettere in discussione il diritto reale per eccellenza. Per la Lega la casa e la pienezza dei diritti dei legittimi proprietari sono e restano inviolabili”, si legge nella nota.
Cosa prevede la norma Ue
Nel concreto il testo proposto dall’Un non imporrebbe obblighi ma fornirebbe un quadro comune europeo per valutare le misure in materia abitativa che incidono sul mercato unico, come ha spiegato la vicepresidente della Commissione europea, Teresa Ribera, in conferenza stampa. La decisione di intervenire, e su quali misure adottare, rimane alle autorità competenti. “Le scelte di politica abitativa restano nazionali, regionali e locali”, sottolinea l’esecutivo europeo in un comunicato, ribadendo che la legge è concepita per fornire chiarezza giuridica alle autorità quando decidono di intervenire nelle zone sottoposte a tensione abitativa, salvaguardando al contempo il mercato unico e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà.
La nuova Legge mira ad aiutare le autorità competenti a individuare le “zone sottoposte a tensione abitativa”, applicando una nuova metodologia comune e criteri tecnici condivisi. Qualora le autorità scelgano di limitare l’uso degli alloggi, intervenendo, per esempio, sugli affitti brevi o le abitazioni sfitte, devono prima “dimostrare che ciò contribuisce alle pressioni abitative locali e garantire che le misure siano mirate, necessarie e proporzionate”, spiega la Commissione.
Gli affitti brevi
Per quanto riguarda gli affitti brevi, gli interventi delle autorità locali possono riguardare “specificamente le attività che riducono il patrimonio immobiliare disponibile per l’uso a lungo termine, in particolare laddove la loro entità, frequenza o natura commerciale aggravino la pressione abitativa”, si legge nel comunicato. Prima di introdurre restrizioni, le autorità devono dimostrare che l’attività di locazione a breve termine ha avuto un impatto negativo “significativo” sull’accessibilità economica o sulla disponibilità di alloggi per almeno tre anni, e che misure meno restrittive non risulterebbero altrettanto efficaci. Esse dovranno dunque applicare e far rispettare il regolamento dell’Ue, compresi i requisiti di registrazione e la rimozione o disattivazione degli annunci non conformi, e, ove disponibili, utilizzare i dati raccolti a sostegno della propria valutazione.
Jorgensen, ‘proposta Ue non contro affitti brevi, dà solo chiarezza’
Dan Jorgenson, commissario Ue con delega all’Edilizia abitativa è intervenuto in conferenza stampa spiegando che in linea di principio gli affitti brevi “sono un’idea valida” e la Commissione europea “non intende affatto contrastarli in quanto tali” nella sua nuova proposta di legge per gli alloggi accessibili. E puntualizzando che questa non impone obblighi, ma aiuta i sindaci delle città sottoposte a tensione abitativa, metrica resa misurabile dalla proposta, ad agire nel quadro del diritto comunitario.