Come funziona una giunta rossa
La giunta di Andria è un caso di scuola della sinistra: bufera sul “conflitto d’interessi” di due assessori
Decidono in giunta sulla Cotugno e siedono nel Consiglio d’istituto della stessa scuola. È il doppio ruolo degli assessori Nunzia Saccotelli e Marianna Sinisi ad accendere il caso politico ad Andria sulla delibera che assegna alla Cotugno parte degli spazi della “Dante Alighieri”. A sollevare la questione del possibile conflitto d’interessi è l’ex presidente del Consiglio comunale Laura Di Pilato, mentre la scelta della giunta di centrosinistra scatena la protesta della comunità scolastica della Rosmini-Alighieri.
Doppia poltrona e decisioni in conflitto per due assessori del comune pugliese
Con la delibera di giunta del 17 settembre, relativa al dimensionamento per l’anno scolastico 2027/2028, Palazzo di Città ha previsto infatti l’utilizzo di un’ala della Dante Alighieri per gli studenti della Cotugno, istituto alle prese con una crescita delle iscrizioni.
La soluzione ha provocato la reazione della Rosmini-Alighieri. Secondo la scuola, gli ambienti interessati non sarebbero spazi vuoti da poter semplicemente redistribuire: comprendono laboratori, mentre la palestra dovrebbe essere condivisa tra i due istituti. Perplessità espresse pubblicamente anche dal dirigente scolastico.
Saccotelli e Sinisi nel mirino dell’opposizione e del personale scolastico
Ma è sul versante politico che la vicenda si fa ancora più delicata.
L’assessore alla Pubblica istruzione Nunzia Saccotelli, dalla quale arriva la proposta della delibera, è anche presidente del Consiglio d’istituto della Cotugno. L’assessore alla “Città Accogliente”, Marianna Sinisi, fa parte dello stesso organismo in rappresentanza del personale Ata. Entrambe erano presenti alla seduta della giunta che ha approvato il provvedimento all’unanimità.
Una sovrapposizione di incarichi sulla quale Di Pilato chiede spiegazioni.
«In presenza di questa sovrapposizione di ruoli ed interessi, non era meglio astenersi in giunta comunale?», domanda l’ex presidente del Consiglio comunale. Che pone anche un secondo interrogativo: con l’ingresso nell’esecutivo cittadino sarebbe stato opportuno lasciare l’incarico nel Consiglio d’istituto?
Di Pilato richiama la disciplina sull’astensione in presenza di conflitto d’interessi, anche potenziale. La coincidenza dei ruoli, naturalmente, non consente da sola di affermare che un conflitto sia giuridicamente accertato. Ma pone una questione politica precisa: come è stata valutata la posizione dei due assessori prima di deliberare?
Il pasticciaccio delle scuole di Andria finisce in Regione
C’è poi il merito della decisione. La necessità di trovare nuovi spazi per la Cotugno era nota: la dirigente dell’istituto aveva segnalato al Comune le difficoltà provocate dall’aumento delle iscrizioni. Il punto è la soluzione individuata dall’amministrazione, che incontra la contrarietà di chi alla Dante teme di perdere laboratori e di dover condividere altri ambienti.
Sono quindi due i nodi che Palazzo di Città deve sciogliere: quali alternative siano state valutate prima di scegliere la Dante Alighieri e come sia stato affrontato il doppio ruolo di Saccotelli e Sinisi.
Il dimensionamento scolastico si trasforma così da questione di aule in un problema politico per la giunta di centrosinistra. Non perché il conflitto d’interessi possa essere proclamato per decreto dall’opposizione, ma perché proprio chi amministra ha interesse a fugare ogni dubbio sulla propria imparzialità.
Perché le aule si possono dividere, gli spazi si possono condividere e gli istituti si possono riorganizzare. I ruoli, invece, devono restare distinti. E quando il confine diventa sfocato, alla politica resta una sola strada: renderlo trasparente.
NELLA IMMAGINE ANTONIO DECARO PRESIDENTE REGIONE PUGLIA, GIOVANNA BRUNO SINDACO DI ANDRIA (FOTO IMAGO: SAVERIO DE GIGLIO)