Cambio di strategia
Carburanti, il governo convoca le raffinerie: ecco il piano per aumentare la produzione e arrestare i rincari
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin hanno convocato per giovedì 8 ottobre alle 16.30, a Palazzo Piacentini, le società attive nella raffinazione e nella produzione di beni e prodotti derivati.
Il governo convoca le raffinerie
Al centro dell’incontro ci sarà la possibilità di aumentare la produzione delle raffinerie italiane dei prodotti maggiormente richiesti, con l’obiettivo di mitigare gli effetti dell’attuale scenario internazionale sull’approvvigionamento del Paese.
Alla riunione sono stati invitati, oltre all’Unem (Unione Energie per la Mobilità), i rappresentanti di Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub.
Il vertice arriva in una fase particolarmente delicata per il mercato energetico. Le tensioni internazionali hanno già avuto ripercussioni sulle quotazioni dei prodotti petroliferi e sui prezzi pagati dagli automobilisti italiani.
Pichetto: «Non possiamo spendere un miliardo al mese»
Parallelamente, il governo sta lavorando alle possibili misure da adottare sul fronte fiscale. «C’è un confronto tecnico in questo momento tra ministeri con un elenco di varie proposte, poi naturalmente spetterà alla Presidenza del Consiglio tirare le somme», ha spiegato Pichetto Fratin intervenendo a 24 Mattino su Radio 24.
Il ministro ha ricordato anche i costi sostenuti dallo Stato per gli interventi sulle accise: «Quando abbiamo fatto il primo intervento sulle accise, doveva durare 10-15 giorni. E purtroppo non è stato così, sono passati ormai sei mesi e il bilancio dello Stato italiano non può mettere un miliardo al mese. Dobbiamo trovare un modo diverso di intervento».
Diesel, nuovo aumento dell’accisa
Nel frattempo gli automobilisti devono fare i conti con un nuovo rincaro. Dal 26 settembre l’accisa sul gasolio aumenta di altri cinque centesimi al litro, che diventano circa sei centesimi considerando l’Iva. Secondo i dati elaborati da Staffetta, il 25 settembre il prezzo medio nazionale in modalità self service è pari a 2,154 euro al litro per la benzina e 2,338 euro per il gasolio.
Ancora più elevati i prezzi sulla rete autostradale: 2,247 euro al litro per la benzina e 2,421 euro per il diesel. Con il nuovo aumento dell’accisa, dunque, la pressione sul prezzo del gasolio è destinata ad aumentare ulteriormente.
Quanto costano benzina e diesel
Considerando l’insieme dei circa 21mila punti vendita che comunicano i prezzi all’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina self si attesta a 2,156 euro al litro, mentre il diesel self raggiunge 2,343 euro. Per il servito i valori salgono rispettivamente a 2,286 euro per la benzina e 2,475 euro per il gasolio.
Tra i principali marchi, sul diesel self Eni si attesta a 2,341 euro al litro, IP a 2,351, Q8 a 2,349 e Tamoil a 2,333 euro.
Il nuovo vertice convocato da Urso e Pichetto dovrà quindi affrontare un doppio problema: garantire sufficienti forniture di carburanti al Paese e individuare strumenti sostenibili per limitare l’impatto dei rincari sui consumatori senza gravare ulteriormente sui conti pubblici.