Nella notte del 30 agosto
Giochi del Mediterraneo: calciatore del Marocco accusato di tentata violenza sessuale da una pallavolista francese
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i fatti si sarebbero consumati a bordo dell'imbarcazione ormeggiata nel porto di Taranto. Il ragazzo è tornato a Rabat
Una giovane atleta francese ha denunciato di aver subito un approccio sessuale sulla nave da crociera che ospita le squadre partecipanti ai Giochi del Mediterraneo di Taranto. La ragazza, che è stata ascoltata dagli inquirenti, ha riferito di aver respinto il tentativo che sarebbe stato reiterato e che sarebbe avvenuto nei pressi della piscina. Intanto, si stanno esaminando le telecamere presenti nell’area. Indagini e accertamenti sono in corso da parte della Polizia di Stato e della Procura della Repubblica. L’ipotesi di reato è quello di tentata violenza sessuale. È stato ascoltato anche il presunto aggressore, che sarebbe un calciatore marocchino che però nel frattempo ha fatto rientro nel suo Paese.
La tentata violenza
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i fatti si sarebbero consumati a bordo della nave da crociera ormeggiata nel porto del capoluogo ionico, adibita a villaggio olimpico per ospitare le delegazioni straniere, nella notte tra il 30 e il 31 agosto. La vittima, una pallavolista della nazionale transalpina, ha raccontato di essere stata aggredita all’interno della struttura da un calciatore della nazionale del Marocco. La prontezza dei riflessi della giovane, che ha reagito con forza respingendo l’aggressore e riuscendo a chiedere aiuto, ha evitato il peggio e allertato immediatamente il personale di sicurezza di bordo.
La macchina investigativa si è messa in moto istantaneamente. Gli agenti della Polizia di Stato, coordinati dalla Procura della Repubblica di Taranto, hanno già acquisito i filmati del capillare sistema di videosorveglianza della nave per ricostruire con esattezza i movimenti dei due atleti e confermare i dettagli del racconto.
Il ragazzo è tornato in Marocco
Il caso rischia però di trasformarsi in un giallo diplomatico: da quanto si apprende dalle prime indiscrezioni investigative, il calciatore marocchino indagato avrebbe già lasciato il territorio italiano, presumibilmente subito dopo l’accaduto e prima che scattassero i provvedimenti restrittivi. Le autorità calcistiche e i comitati olimpici dei paesi coinvolti mantengono per ora il massimo riserbo.