L'intervista al Fatto
Fini e l’immigrazione: “Va combinata con una giusta integrazione. Il falso multiculturalismo di sinistra crea società parallele”
Il fondatore di An ed ex presidente della Camera affronta i temi caldi dell'attualità. Sull'exploit di Afd in Sassonia avverte: "Non sono nazisti, è stata un voto identitario, il cordone sanitario li rafforzerebbe". Remigrazione? "Vorrei sapere come si fa e quanto costa"
L’exploit di Afd in Sassonia, lo stato di salute dell’Europa, il dossier immigrazione, il destino di Vannacci, la riforma elettorale. In un lungo colloquio con il Fatto Quotidiano Gianfranco Fini affronta i temi caldi dell’attualità, anche con un pizzico di ironia. Si parte dal caso tedesco, dalla doccia fredda per Angela Merkel che dice di avere il ‘cuore spezzato’. “Toni un po’ enfatici – dice il fondatore di Alleanza nazionale – che si spiegano con lo choc, nessuno si aspettava Alternativa per la Germania sopra il 40 per cento”. L’ex vicepremier del governo Berlusconi contesta la definizione di filo-nazisti per gli elettori di Alternative für Deutschland. “Qui il nazismo non c’entra nulla. Nel programma di Afd ci sono cose ripugnanti, come le classi differenziate per disabili e stranieri. Ma tutto va contestualizzato: si è votato nel più piccolo Land della Germania, che ha grandi difficoltà economiche e sociali”.
Fini: il nazismo non c’entra nulla con AfD: è stato un voto identitario
Fini non è troppo sorpreso dalla valanga di voti per il partito di destra radicale. “L‘Afd ha promesso ai cittadini della Sassonia di ridare loro un’identità. Stiamo parlando dell’est della Germania, l’ex Ddr, dove per decenni ha dominato un partito comunista: il valore della libertà non era esattamente dominante. È stato un voto per reclamare identità”. Per l’ex presidente della Camera, che ha vissuto tutto l’iter della destra italiana dal Msi di Almirante, che ha vissuto l’esclusione dall’arco costituzionale in virtù di una sorta di ‘peccato originale’, la tentazione del cordone sanitario attorno all’Afd è un errore. “Li rafforzerebbe. Non si può escludere chi ha preso voti: vanno messi alla prova del governo, e allora si capirà che la remigrazione non ha senso“.
Il cordone sanitario li rafforzerebbe, vanno messi alla prova
Poi la domanda delle domande: perché le destre estreme crescono in tutta Europa, l’Unione europea ha sbagliato tutto? “Non è vero che la Ue ha sbagliato tutto”, dice Fini sorridendo. “Però sicuramente serve un dimagrimento della burocrazia europea e va riscritta la sua architettura. L’Europa si deve occupare di grandi questioni, non dei tappi delle bottigliette”. Da qui il ragionamento sulla necessità di una maggiore integrazione, anche sul piano militare. “La politica deve ribadire che le armi servono per difendere la libertà e i diritti, soprattutto in un momento come questo”.
“Un falso multiculturalismo ha creato società parallele”
E ancora lo spettro dell’immigrazione incontrollata. “Abbiamo bisogno dell’immigrazione, sul piano demografico ed economico. Ma – chiarisce il fondatore di Alleanza nazionale – va combinata con una giusta integrazione, partendo da una riflessione sull’Islam politico. Un falso multiculturalismo sostenuto da sinistra ha teorizzato la libertà di portare ovunque i propri usi e costumi. Ma così si creano società parallele. I migranti devono accogliere i valori costituzionali di un Paese e il rispetto dei diritti. Per citare Habermas, la chiave è il patriottismo costituzionale”.
“Sono certo che Meloni non imbarcherà Vannacci…”
Infine Vannacci. Fini esclude “ragionevolmente” che Giorgia Meloni voglia imbarcarlo nel centrodestra. A chi risponde l’ex leghista? Il Financial Times ha sganciato la bomba definendolo un cavallo di Troia di Mosca. “Va capito se Putin abbia delle quinte colonne in Europa, anche in certi partiti”. Proprio su Fatto Quotidiano Vannacci ha pronosticato che Reggio Calabria sarà la sua Sassonia. “Bene – taglia corto Fini – io prevedo che non arriverà neanche al ballottaggio”. Come si ferma il generale, “che non è un fesso” dice Fini? “Di sicuro non inseguendolo. Io gli chiederei sempre come si fa e quanto costa la remigrazione”. Sulla legge elettorale, infine, l’ex vicepremier chiarisce. Ma quale destra impaurita. “Il cuore della legge è l’indicazione del candidato a Palazzo Chigi sulla scheda. Non potendo fare il premierato per via costituzionale, ha scelto questa strada”.