Il punto di FdI
Donzelli: «La prossima sarà la manovra del ceto medio e delle famiglie». E liquida Schlein: «La sinistra tifa contro l’Italia»
«L’obiettivo è finire la legislatura», senza avvelenare i pozzi e portando avanti il programma scelto dagli italiani. Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, in un’intervista rilasciata a Virginia Piccolillo del Corriere della Sera mette in chiaro la rotta del centrodestra verso il 2027 e anticipa le priorità della prossima manovra.
Donzelli: «L’obiettivo è finire la legislatura»
Nessuna tentazione di elezioni anticipate. «L’obiettivo è finire la legislatura, che scadrà a novembre 2027», chiarisce Donzelli. Salvo «non auspicabili inciampi parlamentari o altri scossoni politici», l’intenzione è arrivare alla scadenza naturale.
Una stabilità che, per l’esponente di FdI, segna la distanza rispetto alla stagione dei governi fragili e delle maggioranze costruite e disfatte in Parlamento. E sulla prossima legge di Bilancio garantisce: «Creeremo le condizioni affinché si possa approvare velocemente. Non avveleneremo i pozzi».
«Sarà la manovra dell’aiuto al ceto medio e produttivo»
Il cuore dell’intervista al Corriere è proprio la politica economica. Donzelli rivendica il percorso seguito finora dal governo Meloni, dal sostegno contro il caro bollette agli interventi sul lavoro, sul cuneo fiscale e sull’Irpef.
Ora l’asticella si sposta sulle famiglie e su chi produce. «Questa sarà la manovra dell’aiuto al ceto medio e al ceto produttivo», annuncia, indicando tra gli obiettivi anche l’Isee familiare e il sostegno alla natalità.
Il messaggio è quello della continuità: «Sarà realizzato il programma del centrodestra». Una risposta anche a chi, dalle opposizioni, descrive un Paese fermo.
La replica a Schlein: «Tifano sempre contro l’Italia»
Ed è qui che Donzelli alza i toni contro Elly Schlein. «Schlein dice che siamo a crescita zero. Non è così!», osserva, prima di rovesciare l’accusa sul Pd: «Tifano sempre contro l’Italia».
Il dirigente di FdI richiama lo spread, il costo del debito e una crescita che definisce «bassa ma positiva». Poi la stoccata alla leader dem: «Non è così nero come la vede lei. Lo sarebbe se fosse lei al governo».
Ex Ilva, energia e extraprofitti: l’affondo sulla sinistra
Donzelli non fa sconti neppure sull’ex Ilva. Di fronte alle difficoltà di Taranto, respinge le responsabilità attribuite all’esecutivo: «Solo la malafede può dare a noi la colpa di una situazione di irresponsabilità di decenni».
Quindi torna all’attacco della sinistra, ricordando che governa la Regione e accusandola di opporre una politica dei “no”. Sull’energia, inoltre, contesta la polemica sulle trivelle e rivendica l’azione dell’esecutivo: «A differenza della sinistra che chiacchiera, questo governo è stato quello che ha più prodotto energia alternativa».
Quanto agli extraprofitti delle società energetiche, Donzelli insiste sulla differenza tra parole e risultati: «Rispetto alla sinistra che parla solo, siamo uno dei pochi casi che gli aiuti da extraprofitti li abbiamo avuti».
Vannacci e le tensioni nel centrodestra: «Chi ci vota contro aiuta la sinistra»
Nella parte conclusiva dell’intervista al Corriere della Sera, Donzelli affronta anche Vannacci e i rapporti all’interno della coalizione.
La linea è semplice: «Chi ci dà una mano aiuta il governo di destra. Chi ci attacca e vota contro dà una mano alla sinistra».
E sulle fibrillazioni legate al Veneto prova a spegnere sul nascere lo scontro: «Nessun veto. Riflettiamo insieme». L’obiettivo, sottolinea, deve essere trovare una soluzione capace di garantire «stabilità e rappresentatività», senza farsi condizionare dalle rilevazioni del momento: «Non sui sondaggi: non porta bene».