Il giallo Mps
“David Rossi preso per i piedi e tenuto da più persone”: la perizia che smonta la tesi del suicidio
«Quando presentai non una, ma ben due proposte per istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David R0ssi, qualcuno mi diede del pazzo. Oggi, ancora una volta, sono le leggi della fisica a dare sostanza a ciò che abbiamo sostenuto con forza per anni: David Rossi è stato ucciso». Lo dichiara Walter Rizzetto di Fratelli d’Italia, membro della commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi e presidente della commissione Lavoro della Camera, in merito alla perizia tecnica disposta dalla commissione.
Rizzetto (FdI): “Ancora troppi interrogativi”
«Gli accertamenti che continuano ad emergere – prosegue – rendono ancora più difficile comprendere come elementi tanto importanti non siano stati individuati e approfonditi adeguatamente fin dall’inizio da parte della magistratura. È una domanda alla quale le istituzioni non possono sottrarsi». «Abbiamo insistito perché questa vicenda non venisse archiviata – conclude Rizzetto – insieme ai suoi troppi interrogativi. Il lavoro della Commissione sta dimostrando quanto fosse necessario farlo».
La ricostruzione della morte nella palestra del Foro Italico
Nella palestra dell’Università del Foro Italico, a Roma, si sono svolte le simulazioni disposte dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi. È stata riprodotta una finestra con le stesse dimensioni di quella della sede Mps a Rocca Salimbeni. Un atleta dell’Arma dei carabinieri, di corporatura simile a quella di Rossi, ha simulato i possibili movimenti di reazione.
Le prove hanno considerato uno, due o tre aggressori e le condizioni di coscienza o incoscienza della vittima. Le operazioni sono state condotte dal medico Robbi Manghi e dall’ortopedico Marco Nigrisoli, con il tenente colonnello Adolfo Gregori del Ris e il supporto dei vigili del fuoco. Presente anche il presidente della commissione, Gianluca Vinci.
Secondo i consulenti, Rossi sarebbe stato aggredito nel suo ufficio in modo rapido e violento da almeno due persone corpulente, e sarebbe stato cosciente prima di uscire dalla finestra. Oltre il davanzale avrebbe cercato di aggrapparsi al bordo, mentre gli aggressori lo avrebbero trattenuto per poco tempo prima che la presa venisse meno.
Gli elementi compatibili con l’aggressione prima della caduta
Per Nigrisoli, la frattura del capitello radiale sinistro è compatibile con una leva esercitata da una terza persona. Manghi ha indicato anche ferite da trascinamento, lesioni all’addome compatibili con un colpo, segni sugli zigomi e alla coscia, oltre a tracce di sangue sulla camicia e macchie di unto vicino alla parte bassa della finestra. Elementi non mortali, ma compatibili con un’aggressione precedente alla caduta.
Vinci ha precisato che l’ipotesi esaminata non è il suicidio. La commissione valuterà i risultati delle simulazioni e degli accertamenti medico-legali. La relazione dettagliata è attesa a fine analisi.
Il legale della vedova di David Rossi: “Ora confidiamo negli inquirenti”
«Fortunatamente c’è stata un’autorità, ancorché politica, che ha messo i Ris nelle condizioni di avere elementi molto più completi e ha consentito loro di addivenire a conclusioni che sono molto più confacenti con la dinamica reale dell’accaduto. Il tema era e rimaneva uno: fare una ricostruzione che coincidesse con l’unica cosa che avevamo ossia il video (della caduta ndr)». Lo afferma all’Adnkronos l’avvocato Carmelo Miceli, legale di Antonella Tognazzi, vedova di David Rossi, precipitato da una finestra della banca il 6 marzo 2013.
I consulenti confermano, dai primi riscontri, la tesi dell’aggressione ad opera di almeno un paio di persone. Secondo Miceli si tiene conto di una serie di elementi: «Partendo dalle lesioni, danno una spiegazione dinamica alla rottura dell’orologio, ai graffi, e portano a una ricostruzione balistica che consente di sovrapporre la dinamica della caduta ricostruita con quella reale».
Miceli rivolge «un sentito ringraziamento alla Commissione» e, riferendosi al lavoro delle procure, continua: «Confidiamo nel fatto che la Commissione non sia stata l’unica a lavorare in questo frangente: che si potesse andare verso questi risultati si era intuito da tempo, la consulenza aggiunge altri elementi, vogliamo credere e crediamo che nel frattempo anche altri abbiano fatto i loro accertamenti».
Infine il legale della vedova dell’ex manager conclude: «Ci piacerebbe sapere cosa pensano i nuovi vertici di Mps» rispetto a quanto sta emergendo sul caso Rossi.