L'equilibrio del Ministro
Crosetto traccia la linea su Mosca: «La Russia provoca da mesi, l’Europa risponda con realismo, ignorarlo sarebbe stupido»
Il titolare della Difesa mette in evidenza come le azioni di Mosca non siano casuali ma ribadisce, oltre alla fermezza, l'importanza di agire diplomaticamente
La complessità del quadro geopolitico internazionale richiede lucidità strategica e fermezza istituzionale. È questo il binario lungo il quale si sviluppa l’analisi del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che in un’intervista a Il Foglio ha fatto il punto sulle dinamiche che vedono la Russia contrapposta al blocco occidentale. Una disamina improntata al realismo, che invita l’Europa a una presa di coscienza collettiva di fronte a una strategia di pressione che dura ormai da mesi e che ha conosciuto in questi giorni le rivelazioni sulle responsabilità di Mosca inerenti gli attentati verificatisi in Germania.
Le parole del ministro
«La Russia provoca da mesi, sarebbe stupido non vederlo». Con la consueta chiarezza, Crosetto ha fotografato l’attuale postura del Cremlino, caratterizzata da una costante attività di test delle difese europee. Non si parla di un conflitto convenzionale alle porte, ma di una pressione asimmetrica che si sviluppa su più livelli: dalle incursioni nello spazio cibernetico ai tentativi di interferenza sulle infrastrutture logistiche e di trasporto del continente.
Le provocazioni
Il ministro ha specificato che l’offensiva si articola attraverso «attacchi fisici ed informatici» che colpiscono quotidianamente il continente. Crosetto ha sollevato la questione della guerra psicologica e informativa, puntando il dito contro la fitta rete di «influencer del putinismo» che opera attivamente all’interno dei confini europei per manipolare l’opinione pubblica e incrinare la coesione tra i paesi alleati.
Il contrasto alla disinformazione e le tensioni diplomatiche
La linea italiana
La via indicata da Crosetto è quella di una vigilanza pragmatica, lontana dalle sottovalutazioni del passato e focalizzata sulla protezione del tessuto democratico e infrastrutturale del Paese. Non si parla di un conflitto convenzionale alle porte, ma di una pressione asimmetrica che si sviluppa su più livelli, dalle incursioni nello spazio cibernetico ai tentativi di interferenza sulle infrastrutture logistiche e di trasporto europee.