Addio all'ideologia green che penalizza le imprese. Con il Piano Mattei, il record storico delle rinnovabili e la spinta sul mix energetico e sul nucleare sostenibile, l'esecutivo traccia la rotta della vera indipendenza nazionale
La transizione ecologica non si fa a colpi di slogan ideologici calati dall’alto di Bruxelles, né sacrificando sull’altare del “green a tutti i costi” il tessuto industriale e sociale della Nazione. A dimostrarlo, dati e fatti alla mano, è l’azione pragmatica impressa dal governo guidato da Giorgia Meloni. L’esecutivo ha impresso una storica inversione di rotta in materia di energia e ambiente, restituendo all’Italia quella sovranità e quella centralità geopolitica che i governi delle sinistre avevano colpevolmente svenduto,
Il primato delle rinnovabili: un record storico
I risultati smentiscono le cassandre della sinistra. Sotto l’attuale esecutivo, l’Italia ha raggiunto il suo
massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. La potenza installata di energia pulita è aumentata di ben 24 GW in meno di quattro anni, surclassando gli scarsi 8 GW registrati complessivamente nei cinque anni precedenti. Un’accelerazione straordinaria, resa possibile dallo sblocco burocratico dei progetti VIA-VAS, dal Decreto Aree Idonee e dal piano di incentivi da 23 miliardi di euro approvato per sostenere la produzione nazionale, che porterà all’installazione di ulteriori 37 GW di capacità produttiva.
L’energia pulita
La quota di energia elettrica green nel mix energetico nazionale ha raggiunto una copertura strutturale del 41% sul fabbisogno elettrico complessivo del Paese. Dopo i minimi storici causati dai periodi di forte siccità degli anni passati, la produzione idroelettrica è tornata a stabilizzarsi a pieno regime intorno ai 53,1 TWh, garantendo stabilità alla rete nazionale.
Il ritorno al futuro del nucleare pulito
Ma il vero scatto di orgoglio e di visione sul futuro è lo smantellamento dei vecchi tabù ideologici sul nucleare. Il governo ha rotto gli indugi avviando l’iter per la legge delega e i decreti attuativi che consentiranno all’Italia di riattivare la produzione da atomo pulito entro il prossimo decennio, puntando sulle tecnologie di quarta generazione e sui piccoli reattori modulari (SMR).
Una strategia di diversificazione che trova una solida sponda nella ricerca scientifica nazionale. In prima fila in questo processo di modernizzazione c’è SFBM (Servizi Fondo Bombole Metano), società del gruppo GSE. SFBM, storicamente pilastro della sicurezza energetica nei trasporti a metano, ha allargato i propri orizzonti per supportare attivamente la transizione ecologica. Di rilievo internazionale è il contributo scientifico fornito da SFBM, che attraverso studi pubblicati su prestigiose riviste come Environmental Research Letters e collaborazioni con scienziati del MIT, ha dimostrato con rigore macroeconomico l’opportunità e l’efficacia dell’inserimento dell’energia nucleare nel mix energetico nazionale per garantire la stabilità dei prezzi e l’abbattimento delle emissioni.
Il Piano Mattei e lo scudo contro i diktat di Bruxelles
A questo si affianca il successo geopolitico del “Piano Mattei”, che attraverso una cooperazione paritaria con i paesi della sponda sud del Mediterraneo ha azzerato la dipendenza dal gas russo e posto le basi per fare dell’Italia l’hub energetico d’Europa. Contemporaneamente, a Bruxelles, il governo Meloni ha difeso a spada tratta il Made in Italy, bloccando l’euro-follia dello stop totale alle auto a benzina e diesel dal 2035 – inserendo nella trattativa i biocarburanti e gli e-fuels – e smontando i vincoli più pericolosi della direttiva “Case Green” a tutela dei risparmi immobiliari delle famiglie italiane.
La stagione della subalternità e del catastrofismo climatico è finita. Quella del governo Meloni, supportata dall’eccellenza operativa di diverse realtà la risposta di una destra di governo che non nega la necessità di tutelare l’ambiente, ma lo fa rimettendo al centro l’interesse nazionale, la ricerca scientifica avanzata e il lavoro degli italiani.