A un anno dalla morte
Charlie Kirk, Meloni: «Non lasciamo prevalere l’odio che ha cercato di zittirlo». Flashmob dei Conservatori in Europa per ricordarlo
Giorgia Meloni ricorda Charlie Kirk. Nel giorno in cui ricorre il primo anniversario dalle morte del giovane americano, la presidente del Consiglio scrive sui suoi social: “Un anno fa veniva ucciso Charlie Kirk. Aveva appena 31 anni ed era, ancora una volta, in mezzo ai giovani, in un’università, a fare quello che aveva scelto di fare per tutta la sua vita pubblica: confrontarsi, discutere, difendere le proprie idee. Charlie aveva fatto della fede, della libertà di parola e del confronto la propria cifra. Era un cristiano convinto, un marito, un padre, un ragazzo capace di parlare a una generazione intera senza sottrarsi mai al dibattito, anche con chi la pensava in modo opposto. È stato assassinato proprio mentre esercitava quella libertà“. “A un anno di distanza – aggiunge la premier -, il modo migliore per ricordarlo è non lasciare che prevalga l’odio che ha cercato di zittirlo. Continuare a credere che le idee si affrontano con altre idee, che il dissenso non è un nemico da eliminare e che la fede può essere vissuta senza paura e senza vergogna”.
“Charlie Kirk non c’è più. Ma ciò per cui ha vissuto continua a parlare. E merita di essere ricordato”, conclude Meloni.
In Europa flashmob dei Conservatori europei
E fuori dall’Eurocamera anche il gruppo dei Conservatori europei ha dato vita a un flash mob per ricordare il giovane repubblicano ucciso nello Utah. “Un anno senza Charlie Kirk, la voce della libertà” è la scritta scelta dello striscione esposto gal gruppo Ecr e Fratelli d’Italia.
“Kirk è stato un esempio di fede e coraggio fino all’ultimo: il suo sacrificio è un monito per l’Unione europea di oggi che deve combattere l’odio e la violenza politica”, ha detto a margine dell’iniziativa il capodelegazione di FdI all’Europarlamento Carlo Fidanza, sottolineando che “è fondamentale confrontarsi nel merito dei contenuti senza sfociare nella violenza e l’odio politico: la morte di Kirk ricorda si possono avere posizioni diverse ma la persona deve essere rispettata fino alla fine”.
Presenti molte delegazioni europee
Al flashmob, oltre ai delegati italiani erano presenti anche esponenti spagnoli, svedesi e polacchi della delegazione di Ecr. “Charlie Kirk si approcciava alla discussione politica in modo schietto e democratico, ed è per questo che è stato ucciso da chi non è in grado di sostenere un confronto”, ha evidenziato il co-presidente dei Conservatori e Riformisti ed esponente di FdI Nicola Procaccini. “Quando non si è in grado di tollerare idee diverse dalle proprie, l’unico modo che prevale è quello di mettere a tacere con la violenza”, ha scandito. A fargli eco, anche il collega di partito Stefano Cavedagna: “In Occidente e in Europa sono sempre di più le persone che vogliono tappare la bocca ai Conservatori con modalità violente, non è un caso che in questo Parlamento abbiamo già ricordato Sergio Ramelli o l’omicidio di Quentin Deranque in Francia. Lo dico anche per i giovani che si affacciano a Fratelli d’Italia: non ci faremo intimidire e continueremo a portare avanti le nostre idee rispettando quelle degli altri”, ha concluso.