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“Ceuta non si vende, si difende”: i tifosi del Real Madrid contestano le politiche migratorie di Sanchez
I tifosi del Real Madrid hanno espresso il proprio sostegno a Ceuta nell'ultima partita di Champions League contro l'Inter. Hanno esposto anche degli striscioni fuori dallo stadio per protestare contro le politiche migratorie di Sanchez
Esteri - di Gabriele Caramelli - 10 Settembre 2026 alle 18:11
I tifosi del Real Madrid si sono esposti contro il governo di Pedro Sanchez, proprio al debutto della squadra in Champions League contro l’Inter al Santiago Bernabeu. Un boato di cori provenienti dalle curve dei sostenitori dei Blancos ha investito lo stadio: «Ceuta non si vende, Ceuta si difende».
Ennesimo attacco al governo socialista, che dopo la pessima gestione della crisi di Ceuta barcolla sempre di più. Il club di Florentino Perez aveva anche pubblicato anche un comunicato ufficiale sulla protesta, che non si è fermata ai cori: «Prima della partita tra Real Madrid e Inter, la Fans’ Stand ha reso omaggio a Ceuta. Nella curva sud dello stadio Santiago Bernabéu, i tifosi del Real Madrid hanno esposto cartelli con lo stemma della città autonoma di Ceuta. Il resto dello stadio si è unito al gesto con una standing ovation».
«Ceuta non si vende, Ceuta si difende», lo smacco dei tifosi del Real Madrid a Pedro Sanchez
Fuori dallo stadio, alcuni tifosi del Real hanno espresso la propria solidarietà a Ceuta attraverso l’esposizione di due striscioni con le scritte «Viva Ceuta, viva la Spagna» e «Il Santiago Bernabéu con Ceuta».
Hanno scelto di non portarli all’interno dello stadio, forse per evitare che venissero requisiti dalle autorità o per il timore che la Uefa potesse sanzionare il club in vista delle prossime gare. Qualche giorno fa, oltre 50mila persone si erano recate nelle strade di Madrid per manifestare il proprio dissenso alle politiche migratorie di Pedro Sanchez e per esprimere solidarietà agli abitanti dell’exclave spagnola.
Non è un episodio isolato
Quello che è andato in scena al Bernabeu non è un episodio isolato. Ad agosto, infatti, i tifosi del Ceuta hanno sollevato le bandiere spagnole durante la partita di Liga 2 contro Las Palmas. In quell’occasione, i giocatori delle due squadre sono rimasti immobili per il primo minuto di gioco, senza toccare il pallone.
Un messaggio di chiaro sostegno alla popolazione locale, che sta affrontando una delle crisi migratorie più grandi in Europa.
In un’intervista a Marca, l’allenatore del Ceuta José Juan Romero aveva denunciato con forza la situazione di degrado in cui versa l’exclave spagnola: «Continuiamo a essere lo zimbello della Spagna e nessuno fa niente. Rimaniamo in una situazione catastrofica e nessuno fa niente. Inoltre, questo è un Paese in cui manca la solidarietà sotto ogni aspetto. Ci meritiamo quello che ci succede». Parole forti, a cui sono seguite proteste in tutta la Spagna anche negli ambienti calcistici.