Dopo la notizia del Secolo
Caso Giulia Innocenzi, FdI chiama in causa l’Ordine dei giornalisti. Schifone: “Dica parole nette”. E’ iscritta o no all’albo?
“Il caso Innocenzi, notizia data dal Secolo d’Italia e poi rimasta al centro del dibattito, non è una polemica di bottega, è un tema di sistema. Gli Ordini professionali non sono un club, un privilegio, non sono una barriera: sono enti pubblici non economici, presidio di legalità, di competenza, etica e di deontologia, posti a tutela non della categoria ma dei cittadini. Una tutela concreta, che si fonda sul rapporto fiduciario tra professionista e cittadino: un rapporto che può reggersi solo perché dietro c’è una certificazione, un percorso verificato, una responsabilità che risponde a regole precise”.
Lo dichiara Marta Schifone, Marta Schifone, deputata di Fratelli d’Italia e responsabile nazionale Professioni del partito. Dopo essere diventato anche in Rai un caso da risolvere, la notizia data dal Secolo sull’assenza di Giulia Innocenzi dall’albo dei giornalisti, consultabile online diventa anche un tema di dibattito politico nazionale.
L’iscrizione all’ordine è garanzia
Schifone, che si occupa proprio di professioni, prosegue nella sua nota specificando che “ Chi si iscrive ad un Ordine lo fa attraverso un percorso definito dalla legge: formazione, praticantato, esame di Stato. Non è un rito di appartenenza, è una garanzia di responsabilità verso chi si affida a quella professione. Un conto è la libertà di manifestazione del pensiero, tutelata dall’art. 21 della Costituzione; un altro è l’esercizio di un’attività riservata e regolamentata, di chi è iscritto all’Albo o a quello dei pubblicisti”.
L’Odg dica parole chiare
E sottolinea che “A maggior ragione se si fa prestazione per il servizio pubblico si ha il dovere di non confondere questi due piani. Non sfugge, del resto, un paradosso che meriterebbe altrettanta attenzione: chi in passato avrebbe definito l’Ordine dei Giornalisti un istituto liberticida, corporativo, ormai desueto, da abolire, oggi gioverebbe proprio di quell’ambiguità che la sua assenza dall’Albo produce, senza sottoporsi ad alcuna regola e quello stesso esame di Stato — denigrato da chi, a quanto pare, non lo avrebbe neanche mai superato — resta il presidio attraverso cui migliaia di giornalisti accedono ogni anno alla professione con merito e responsabilità. Non si può chiedere la fiducia che l’appartenenza a un Ordine garantisce e al tempo stesso negarne la ragion d’essere. Su questo ci aspettiamo che anche l’Ordine dei Giornalisti dica parole nette e chiare”.
Antoniozzi: ‘chiarire se Innocenzi è iscritta all’Ordine’
A porre domande sul caso è anche il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi che in una nota scrive: “È legittimo chiedersi se Giulia Innocenzi sia iscritta all’ordine dei giornalisti. È stato il Secolo d’Italia a porre per primo la questione. E l’ordine dei giornalisti che ha dato solidarietà alla Innocenzi dovrebbe dircelo. Per fare il giornalista bisogna essere iscritti all’albo o è cambiato qualcosa?”, conclude Antoniozzi.