Il plauso
All’estero, il primato del governo in prima pagina: l’Italia che doveva fallire ora fa scuola
Dal Financial Times a Le Figaro, da Die Zeit al The Guardian: quattro anni dopo i profeti della catastrofe raccontano pragmatismo, rigore e credibilità. E persino le critiche certificano il ritorno dell’Italia tra i protagonisti
Il record del governo italiano fa il giro del mondo. Financial Times, Die Zeit, Welt, Le Figaro e The Guardian accendono i riflettori sui 1.413 giorni di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, uno in più del secondo esecutivo Berlusconi. Ma più del calendario conta il cambio di vocabolario: la leader che nel 2022 veniva accompagnata da pronostici di isolamento europeo e rapida caduta è descritta oggi come pragmatica, popolare e autorevole, mentre Roma riconquista peso sulla scena internazionale.
In una Repubblica che dal 1946 ha consumato 68 governi, ciascuno sopravvissuto in media appena tredici mesi, arrivare alle soglie dei quattro anni non è una semplice prova di durata. È una notizia. E all’estero se ne sono accorti.
Le profezie smentite
È la tedesca Die Zeit a riassumere con maggiore onestà i due pronostici che accompagnarono l’insediamento della premier. Il primo annunciava «tempi bui per l’Italia e per l’Europa», con una presidente del Consiglio pronta a liberarsi dell’Unione europea alla prima occasione. Il secondo le concedeva pochi mesi, schiacciata dalle contraddizioni di una coalizione considerata strutturalmente instabile.
Quattro anni dopo, il titolo del settimanale tedesco fa ordine: «Il governo più stabile da decenni, guidato da una leader di destra». Non c’è stata la rottura con Bruxelles, non è arrivato il crollo della maggioranza e l’Italia non è finita ai margini dell’Occidente. È accaduto praticamente il contrario.
Dagli Usa alla Germania
Il Financial Times riconosce che Meloni si è dimostrata «molto più pragmatica di quanto le sue origini politiche potessero far pensare». Giovanni Orsina, direttore del dipartimento di Scienze politiche della Luiss, attribuisce alla premier il merito di avere guidato il Paese attraverso una fase di fortissime turbolenze geopolitiche, costruendo «un efficace rapporto di collaborazione con Bruxelles», sostenendo Kiev e mantenendo la disciplina di bilancio. In sintesi: «Ha tenuto la barca a galla».
Ma il giudizio più significativo arriva dai mercati. Rohan Khanna, responsabile della strategia sui tassi europei di Barclays, sostiene che Meloni abbia trasformato l’Italia in «una sorta di faro della stabilità politica», aggiungendo che «il mercato ha apprezzato il modo in cui il governo ha condotto la propria azione». Filippo Taddei di Goldman Sachs riconosce invece che l’esecutivo ha attraversato due crisi energetiche riuscendo a gestire «piuttosto bene» i conti pubblici.
Dal rischio Italia al modello di stabilità
Anche il quotidiano tedesco Welt sottolinea come Meloni abbia convinto i mercati grazie alla disciplina di bilancio, abbia archiviato programmi costosissimi ereditati dai governi precedenti, a cominciare dal Superbonus, e si sia guadagnata l’apprezzamento dei partner europei per la sua linea europeista.
Le Figaro va oltre e titola in prima pagina: «Ancora popolare dopo quattro anni alla guida dell’Italia, Giorgia Meloni ha riportato la stabilità politica». Il quotidiano francese registra il dato più politico: dopo un’intera legislatura, Fratelli d’Italia viene accreditato di un consenso persino superiore a quello ottenuto nelle elezioni del 2022.
«È qualcosa di piuttosto straordinario», ammette il politologo Roberto D’Alimonte. Una popolarità alimentata dalla ritrovata centralità italiana in Europa e nel mondo, dal calo degli sbarchi, dal contenimento delle attività delle Ong e dagli interventi fiscali destinati al ceto medio. Ma anche dall’assenza, nota il giornalista Quentin Raverdy, di una credibile alternativa di governo.
Anche il sinistro The Guardian si inchina al record
Persino il The Guardian, che accompagna il record con il consueto repertorio sull’«estrema destra», è costretto a disseminare il proprio articolo di riconoscimenti. FdI resta il primo partito del Paese, il presidente del Consiglio italiano «ha governato in modo più moderato di quanto molti si aspettassero» e ha costruito all’estero «un’immagine pragmatica e, soprattutto, filoucraina». Il suo governo, aggiunge il quotidiano britannico, è generalmente considerato «prudente sul piano dei conti pubblici». Tra i risultati vengono citati il calo della disoccupazione e dell’immigrazione irregolare, il taglio delle tasse per i lavoratori autonomi e gli incentivi agli investimenti nel Mezzogiorno.
Ora non si chiedono più se possa governare
Naturalmente non mancano le critiche: la crescita ancora debole, le riforme incompiute, i salari e le tensioni internazionali. Ma proprio qui si coglie il cambiamento. Nel 2022 la stampa straniera si domandava se Meloni fosse compatibile con l’Europa, con l’Occidente e persino con la democrazia. Oggi ne discute le scelte economiche, la velocità delle riforme e le possibilità di riconferma nel 2027.
Si è passati dal processo alle intenzioni al giudizio sui risultati. Dalla paura che non riuscisse a governare alla domanda su quanto ancora potrà farlo. Non è una sfumatura: è la prova che Meloni ha spezzato il pregiudizio sulla destra italiana e, contemporaneamente, sottratto il Paese alla sua storica precarietà.
Il vero record, allora, sta anche nell’aver trasformato l’Italia, per decenni osservata come il grande malato dell’instabilità europea, in un termine di paragone mentre altrove governi e leadership si consumano rapidamente. Il mondo non guarda più Roma chiedendosi quando cadrà il governo. Guarda l’Italia per capire fin dove potrà arrivare.