Dopo l'estate rovente
Agricoltura, Lollobrigida: “Ristori per i danni della siccità”. E annuncia nuovi interventi contro i rincari
L’estate che volge al termine ha riservato all’Italia temperature e condizioni climatiche delicate e mai viste prima: caldo da record, alluvioni improvvise e devastanti e siccità hanno scandito gli ultimi mesi incidendo inevitabilmente sul settore agricolo. Poi l’impennata dei costi dell’energia. Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ne è consapevole e proprio per questo in una intervista al quotidiano La Stampa annuncia che Palazzo Chigi è pronto a «combattere» per trovare intese commerciali soddisfacenti a Bruxelles, lavorando affinché, in manovra, ci siano «interventi puntuali» per «evitare un ulteriore aumento dei costi per il settore primario. Quando i prezzi salgono, non è soltanto un problema per le aziende, ma anche per il consumatore, sul quale finiscono per riversarsi alcuni degli aumenti».
In contatto con associazioni agricole e amministrazioni
E aggiunge: «Siamo in contatto con tutte le associazioni agricole e con le amministrazioni. Da una parte, c’è la necessità dei ristori, attraverso il sistema AgriCat, e quindi di utilizzare le risorse che abbiamo accantonato per compensare i danni. Dall’altra, bisogna continuare a investire sulla captazione delle acque e sulla ristrutturazione della rete idrica. In questi tre anni abbiamo investito oltre 1,3 miliardi di euro, solo attraverso il ministero dell’Agricoltura, per rendere più efficiente il sistema idrico, ma è ovvio che ritardi strutturali di decenni non si risolvano così in fretta. Noi, però, abbiamo cambiato rotta. L’altro elemento sul quale stiamo investendo molto è la ricerca».
La richiesta di lealtà e rispetto delle regole sul fronte import ed export
Poi ricorda che«L’Italia è un Paese esportatore ed è favorevole all’apertura dei mercati, ma a una condizione: import ed export devono basarsi su principi di lealtà e di coerenza rispetto alle regole che imponiamo al nostro sistema produttivo. Non puoi chiedere alle imprese di rispettare tutte le norme sul lavoro, sull’ambiente e sulle molecole utilizzate e poi importare dalla Cambogia riso prodotto sfruttando bambini di dodici anni o usando sostanze che in Europa sono vietate da decenni».
Proprio il fronte dei produttori di riso è in campo contro la concorrenza sleale, soprattutto soprattutto dal Sud-est asiatico e chiedono più protezione. Anche su questo Lollobrigida è netto: «Hanno perfettamente ragione. Sono i più sostenibili del pianeta e vedono una concorrenza sleale da parte di importazioni che hanno un prezzo più basso perché non rispettano le stesse norme. Lo scorso anno abbiamo creato l’alleanza degli otto Paesi produttori europei, per sensibilizzare l’Ue su un obiettivo che per l’Italia è ovviamente prioritario, visto il nostro ruolo di capofila. Abbiamo lavorato con alcuni gruppi parlamentari, in particolare in Europa, per tentare di arginare le scelte di ulteriore apertura alle importazioni. Abbiamo sottolineato che i diritti dei lavoratori devono essere rispettati qui come altrove. Purtroppo, in Europa, non hanno ancora compreso quanto sia importante difendere il nostro modello produttivo».
Gli interventi per il comparto agricolo
E per quanto riguarda la prossima manovra e degli aumenti del costo dell’energia, dopo la nuova proroga del taglio delle accise decisa dal CdM, ricorda che per quanto riguarda il comparto agricolo «Abbiamo già messo in campo misure strutturali. L’Italia è una delle poche nazioni, forse l’unica in Europa, che mantiene un miliardo di euro all’anno dedicato al sostegno dell’acquisto del gasolio agricolo. Siamo poi intervenuti con 3 miliardi per permettere alle aziende di produrre energia attraverso il solare senza sottrarre terreno coltivabile: utilizziamo capannoni, luoghi di trasformazione e pertinenze. Sono state finanziate 30 mila aziende e oggi, secondo i dati Gse, con questo provvedimento siamo riusciti a garantire alle imprese un risparmio energetico medio del 30%. Calcolato sui vent’anni di vita degli impianti, equivale a 12 miliardi di euro. Continueremo a lavorare anche su interventi puntuali, ne ho parlato con il ministro Giorgetti. Siamo intervenuti anche con la riserva di crisi: 136 milioni di euro che arriveranno a 545 mila aziende agricole e ridurranno notevolmente l’impatto dell’aumento dei costi dei fertilizzanti».