Leone del Banzai
Addio ad Alessio Fantozzi, l’icona del surf italiano noto per il suo impegno con il “Bambin Gesù”
Il suo sorriso, la barba incolta dapprima che andasse di moda e i suoi capelli lunghi erano un tratto distintivo della sua persona. Non meno importante il suo impegno nel sociale, con il progetto "Surf for children" con l'ospedale romano
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 1 Settembre 2026 alle 15:45
Si è spento a 56 anni Alessio Fantozzi, maestro e storico volto del surf sul litorale laziale, che da tempo lottava contro una malattia. I suoi capelli lunghi, gli occhi chiari e la sua barba sbarazzina erano un tratto distintivo, così come il suo sorriso e la sua grande energia. Era un vero e proprio pioniere, tanto che nel 2002 aveva fondato la Banzai Surf School a Santa Marinella. Non a caso il suo soprannome era proprio “Leone del Banzai”. Alessio ha trascorso una vita tra le onde, fino a diventare uno dei surfisti più noti e rispettati in Italia ed era andato spesso all’estero per gareggiare, ma anche per affinare la sua tecnica. Il suo “marchio di fabbrica”, come ha ricordato anche la Federazione di surf italiana (FISSW) era un “Off the lip” sulle onde, un trick con cui metteva la tavola in verticale sul cavallone d’acqua.
Addio ad Alessio Fantozzi, “Leone del Banzai” e surfista dal cuore grande
Oltre ad aver fondato la scuola di surf a Santa Marinella, Alessio aveva anche creato il progetto “Surf for children”, in collaborazione con i medici dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio dopo la sua dipartita, tra cui quello del sindaco santamarinellese, Alessio Manuelli: «Con la sua scomparsa, la nostra città perde un pioniere assoluto della cultura del surf. Nel 2002 Alessio aveva fondato la Banzai Surf School, trasformandola in una fucina di talenti agonistici e un punto di riferimento per gli amanti della tavola. Alessio è stato un maestro di vita, capace di trasmettere l’amore e la passione per le onde. Il suo sorriso, la sua energia e quel legame indissolubile con il nostro litorale rimarranno per sempre scolpiti nella memoria di Santa Marinella».
Il ricordo della federazione italiana di surf
In una nota, la Federazione italiana di surf ha ricordato Alessio e il suo impegno verso la disciplina sportiva: «Instancabile in acqua, avversario tosto ma correttissimo in gara, educato sempre sulla line-up anche senza la lycra addosso. Da subito, quando ancora il surf tricolore era un movimento underground, Alessio ha capito che era necessario fare qualcosa di più: a lui si deve la nascita della Banzai Surf School. Era il 2002. Più di vent’anni fa da allora, con i suoi consigli sapienti sono cresciute diverse generazioni di surfisti. Siamo sicuri che quasi tutti si siano divertiti a prendere almeno qualche onda con lui; ad altri, e sono molti anche loro, un fuoco dentro è scoppiato e della tavola e delle onde si sono innamorati per sempre. Se il surf è quello che oggi, se nel Lazio sono fioriti altri talenti, lo dobbiamo anche a lui».
Poi l’organizzazione ha dato qualche delucidazioni sui motivi della sua scomparsa: «Alessio si è spento in poco tempo. Poco più di un anno fa la scoperta della malattia. In questi mesi ha lottato come un leone, senza però voler rendere pubblica la sua personale via Crucis. Chissà quanti ancora non sapevano e che proprio in queste ore sono rimasti scioccati. In questa estate torrida le lacrime faticano comunque ad asciugarsi, e non può che essere così. Il mondo del surf italiano perde un’altra icona, ma in questo momento di sconforto e tristezza ci piace ricordare l’incredibile eredità che Alessio Fantozzi lascia al nostro movimento. Non solo un surfista fortissimo, non solo un coach, ma un maestro di vita»
Il messaggio della sorella sui social
Sui social la sorella di Alessio Fantozzi, Sharon, ha ringraziato tutti coloro che hanno espresso la propria vicinanza: «Ho letto parole meravigliose su mio fratello e chiedo scusa se non rispondo personalmente uno ad uno, ma siete davvero tanti. Il dolore che ci accompagna è grande, ma tanto più grande è il ricordo che ci lascia. Il rispetto per tutto e tutti, la gentilezza, la bontà d’animo che lo contraddistingueva».
Poi ha concluso, ricordando l’amore del surfista per i gatti: «Alessio non amava i fiori ai funerali, quindi per chi sentisse di porgere un dono nei sui confronti, posso garantirvi che la sua premura era per la sopravvivenza dei sui amichetti pelosi della scuola surf Banzai Surf School. Per cui chi volesse avere un gesto di bene nei suoi confronti (senza sentirsi in dovere di farlo assolutamente) a lui avrebbe fatto piacere che i suoi gattini continuassero a stare bene. Metteremo un salvadanaio per gatti della scuola».