Le parole della premier
Vergarolla 80 anni dopo, Giorgia Meloni: una carneficina caduta nell’oblio, un crimine impunito e pagine di storia che appartengono alla nostra memoria
Strage di Vergarolla, l’Italia non dimentica; la premier ne ricorda il dolore e il sangue degli innocenti versato nel fiume della storia a lungo indegnamente taciuta. Nel giorno dell’ottantesimo anniversario dell’eccidio sulla spiaggia di Pola, un Paese intero rende omaggio ai connazionali massacrati nella più grave e sanguinosa strage della storia repubblicana. Un massacro a lungo passato sotto silenzio, e restituito alla storia nazionale – come sottolinea la premier con vibranti parole – grazie alla tenacia degli esuli e della comunità italiana.
Strage di Vergarolla 80 anni dopo, le parole della premier Meloni
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha diffuso una toccante dichiarazione per l’occasione: «Oggi l’Italia onora la memoria dei connazionali uccisi il 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Vergarolla, nella più grave e sanguinosa strage nella storia dell’Italia repubblicana. Una carneficina caduta nell’oblio per decenni e che è stata restituita alla memoria collettiva grazie all’impagabile impegno della comunità italiana di Pola, degli esuli, dei loro discendenti e delle associazioni».
Meloni: il tributo ai martiri di Vergarolla e all’eroismo tragico del medico Geppino Micheletti, e il dovere della memoria
Un ricordo vivido affidato a pensieri e parole, con cui Giorgia Meloni riafferma la priorità di custodire la verità storica, superare l’oblio ideologico e tributare il doveroso onore ai martiri di Vergarolla e all’eroismo tragico del medico Geppino Micheletti. «Quello che è successo ottant’anni fa sulla spiaggia di Pola rappresenta ancora oggi un crimine impunito. Decine e decine di civili innocenti – uomini, donne e bambini – vennero uccisi secondo un macabro disegno, mentre assistevano ad una manifestazione sportiva. Mai accertati gli autori. Individuati i mandanti. Chiarite le finalità. Ricercare la verità rimane la via maestra per rendere pienamente giustizia alle vittime e svelare quello che, ancora oggi, non sappiamo di questa pagina buia del Novecento.
Il luminoso esempio di Geppino Micheletti nel buio dell’orrore
E ancora. «Ciò che è certo – prosegue la premier – è che l’eccidio di Vergarolla segnò uno dei momenti più drammatici di quella stagione di violenze, contribuendo in modo determinante alla decisione della maggior parte degli italiani di lasciare Pola e intraprendere la via dell’esodo». E che, aggiunge ancora, «dal buio abissale di quel massacro emerse la luce di un eroe: Geppino Micheletti, medico dell’ospedale di Pola che continuò ad operare i feriti e i mutilati dell’esplosione anche dopo aver saputo che tra i morti c’erano anche suo fratello, sua cognata, e i suoi due bambini di 9 e 5 anni. Un esempio luminoso di umanità, coraggio e abnegazione, riconosciuto dal Presidente Mattarella con la Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica».
«Anche nel suo nome – conclude Giorgia Meloni – e in quello di tutte le vittime di Vergarolla, il Governo italiano continuerà il proprio impegno a 360 gradi per custodire e tramandare il ricordo delle complesse vicende legate al confine orientale. Pagine terribili e dolorose, per troppo tempo taciute, ma che oggi appartengono alla memoria nazionale ed europea».