Sale l'allarme
Sos Ferragosto, occhi puntati su Ceuta e Melilla: Rabat sventa il tentativo di centinaia di migranti di raggiungere l’enclave spagnola
Piantedosi ribadisce la linea ferma di Roma, che non arretra: «Basta ambiguità, l'Europa non può sottovalutare. Contrastare i trafficanti di esseri umani deve essere una priorità». Tajani: «Non stiamo facendo una battaglia contro Madrid, ma...»
Migranti, fari puntati su Ceuta e Melilla. Mentre le enclave spagnole vivono ore di altissima tensione per il timore di un nuovo assalto di massa alimentato dai social per il giorno di Ferragosto, l’Europa si trova di fronte all’ennesimo spartiacque ideologico in materia di immigrazione. Se la rotta del Mediterraneo occidentale verso la Spagna registra un aumento del 37% degli ingressi irregolari nei primi sette mesi del 2026, l’Italia rivendica con orgoglio i frutti di una strategia fondata sul rigore, sulla legalità e sulla cooperazione internazionale.
Migranti a Ceuta: sventato il tentativo di centinaia di migranti di raggiungere l’enclave spagnola
E tanto tuonò che piovve. Dopo appelli social e allerte istituzionali, l’allarme si concretizza in fatto. Le forze di sicurezza marocchine hanno sventato un tentativo di centinaia di migranti, per lo più provenienti dall’Africa subsahariana, di attraversare illegalmente il confine con la città spagnola di Ceuta. Lo riporta Cadena Ser e lo rilancia l’Adnkronos, precisando che i migranti si erano nascosti alla periferia della città di confine di Fnideq, Castillejos in spagnolo, a sud-ovet di Ceuta. Gli agenti marocchini hanno quindi dichiarato di aver disperso i migranti, che restano nella zona.
Ma Roma non arretra: e il ministro Piantedosi lo dice chiaro
Roma non arretra: la sospensione temporanea del trattato di Schengen nei confronti della Spagna resterà in vigore finché non saranno del tutto esclusi i rischi per la sicurezza nazionale. Contemporaneamente, il Viminale ha messo un punto fermo con Berlino, rifiutando il rientro dei “dublinanti” transitati per l’Italia in forza degli accordi già stretti. Una linea di fermezza rivendicata con chiarezza dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che nelle scorse ore ha tracciato il bilancio di governo: «Basta ambiguità. Ceuta è un segnale che l’Europa non può sottovalutare. Contrastare i trafficanti di esseri umani deve essere una priorità. La coerenza delle politiche migratorie di questo esecutivo ha portato in quattro anni ad un crollo degli sbarchi dell’80%».
Non per niente i dati elencati dal titolare del Viminale solo ieri confermano l’efficacia del modello italiano, capace di coniugare il blocco delle partenze illegali alla tutela della dignità umana. «Abbiamo più che raddoppiato i rimpatri, anche di soggetti pericolosi. Abbiamo lavorato con i Paesi di origine e transito dei migranti per bloccare le partenze. Al contempo, con i progetti di rimpatrio assistito abbiamo offerto alle persone la possibilità di tornare in patria con dignità e in sicurezza».
Migranti, Ceuta e non solo, Tajani: «Non stiamo facendo una battaglia contro Madrid, ma…»
Del resto, se anche il ministro degli esteri Antonio Tajani ancora in queste ore ha ribadito che la «Spagna ha fallito sui migranti». Aggiungendo: «Noi non stiamo facendo alcun tipo di “battaglia” contro Madrid. Ci limitiamo a controllare per bene gli arrivi, e abbiamo già respinto o fermato persone che non avevano diritto a entrare in Italia. La Spagna anziché preoccuparsi per noi, si preoccupi per il Marocco: è da lì che arrivano i problemi, non certo dai nostri controlli che servono a tutti per impedire che clandestini e, peggio, possibili terroristi arrivino in Europa».
E se è evidente che «Ceuta non è marginale», una ragione c’è. Ed è una ragione che oggi soprattutto trova riscontro negli appelli lanciati ancora nelle ultime ore per tentare di scoraggiare il passaggio verso Ceuta il 15 agosto. Da parte sua, allora, come sottolinea tra gli altri il Tgcom24, «il Marocco ha risposto blindando l’area di Fnideq, la Castillejos spagnola, con centinaia di poliziotti, gendarmi e militari».
Migranti a Ceuta, il Marocco blinda tutto. Basterà?
E ancora. «Efe riferisce di controlli già lungo la strada da Tangeri. Di reparti antisommossa a pochi chilometri dalla frontiera. E di parti della spiaggia chiuse e due grandi unità della Marina reale al largo. El Mundo, a sua volta, parla di oltre mille uomini schierati. Con Rabat che assicura di aver preso “tutte le misure necessarie” per fermare nuovi attraversamenti illegali e ha annunciato arresti per gli appelli diffusi sui social». Eppure, nonostante l’allarme e le conseguenti precauzioni e misure di sicurezza, e al netto del tentativo esperito poco fa dai migranti, anche per gli 007 spagnoli «un nuovo assalto di massa del 15 agosto» è ancora possibile…