Il progetto dell'ex esattore
Ruffini vuole il nuovo Ulivo e striglia Schlein e Conte: «Quattro anni di governo Meloni e nessuno muove un muscolo»
Ernesto Ruffini prova a scuotere il centrosinistra e rilancia il sogno di un “nuovo Ulivo”. L’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, oggi alla guida dei comitati civici “Più Uno”, fissa la data: il 10 ottobre lancerà il suo progetto politico. L’obiettivo è unire le opposizioni attorno a un programma comune. Ma, avverte, soltanto «con chi ci starà».
Ruffini: «Serve un nuovo Ulivo»
«Serve un nuovo Ulivo. Non è possibile che nessuno muova un muscolo», dice Ruffini in un’intervista a La Stampa. E affonda sui leader progressisti: dopo quattro anni di governo Meloni, «rimandano a settembre il momento della sintesi: questo mi sorprende e mi dispiace».
La critica investe anche il modo in cui è stata condotta l’opposizione. Chi ne ha fatto parte, sostiene Ruffini, avrebbe dovuto «spendere meglio il suo tempo», invece di limitarsi a criticare la destra o a chiedere a Meloni di riferire in Aula.
L’affondo sui leader: «Pensano all’affermazione personale»
Per ricostruire una coalizione sul modello dell’Ulivo servirebbe soprattutto «generosità». Ed è proprio qui che Ruffini vede il problema: «Sono tutti concentrati nell’affermazione della leadership personale». Il giudizio sull’offerta politica del centrosinistra è netto: «Oggi non so ancora per cosa andrei a votare, per quale idea di Paese».
Non basta, dunque, mettere insieme una coalizione anti-Meloni. Serve un programma riconoscibile: «Limitarsi a voler sconfiggere la destra è un obiettivo poco ambizioso e poco coraggioso». Ruffini chiarisce anche la propria collocazione, respingendo l’etichetta moderata: «Non sono di centro, sono di centrosinistra».
La stoccata a Calenda
Nel progetto di ricomposizione Ruffini guarda anche a Carlo Calenda, che dice di stimare ma al quale non risparmia una frecciata: «Visto che Calenda ha passione e buone idee, che senso ha rifugiarsi in un isolamento in cui alla fine condanna se stesso?». Un invito piuttosto esplicito a uscire dall’autosufficienza e partecipare alla costruzione di un campo più largo.
Dal Fisco al progetto politico di “Più Uno”
Ernesto Maria Ruffini, romano, classe 1969 e avvocato tributarista, è stato amministratore delegato di Equitalia e ha guidato l’Agenzia delle Entrate con governi di diverso colore, fino all’uscita nel dicembre 2024.
Da allora ha accelerato l’impegno politico nel campo progressista con i comitati “Più Uno”. Il modello dichiarato è l’Ulivo di Romano Prodi: una coalizione larga fondata su un programma comune, non soltanto sull’obiettivo di battere la destra.
Il 10 ottobre arriverà il primo vero banco di prova. Ruffini vuole ritagliarsi il ruolo di federatore di un centrosinistra diviso e affollato di leader. Proprio quelle leadership personali contro cui ha deciso di lanciare il suo affondo.