Altro che bambini
Minori migranti? Nove su dieci sono maschi, qualcuno ha 30 anni e migliaia spariscono dai centri
Dall’Italia alla Spagna, numeri e controlli svelano false età, centri abbandonati e una spesa pubblica che grava sempre di più sulle tasche dei contribuenti. Rizetto: Non criminalizziamo chi arriva ma non siamo ingenui
Politica - di Alice Carrazza - 25 Agosto 2026 alle 11:28
Quasi nove su dieci sono maschi, migliaia hanno 16 o 17 anni e qualcuno la maggiore età l’ha superata da un pezzo. Dietro l’etichetta dei minori stranieri non accompagnati si nasconde un fenomeno molto diverso dall’immagine rassicurante dell’infanzia da soccorrere: età dichiarate ma non sempre verificate, strutture abbandonate volontariamente e milioni di euro spesi per percorsi destinati a interrompersi. Una questione che riguarda l’Italia, attraversa l’Europa e trova in Spagna uno dei precedenti più gravi.
Un lascito della sinistra
Al 31 luglio 2026, nel nostro Paese risultavano presenti 13.601 minori stranieri non accompagnati: 12.093 maschi, pari all’88,91%, e 1.508 femmine. Tra i ragazzi, 7.388 dichiaravano 17 anni e altri 2.674 ne avevano 16. Nella fascia tra zero e sei anni, invece, i maschi erano appena 88. Numeri che arrivano dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e descrivono soprattutto adolescenti prossimi alla maggiore età, non bambini piccoli.
Rizzetto: il governo lavora per contrastare irregolari e favorire i rimpatri
«A pesare sul bilancio sono ancora i numeri causati da una gestione nazionale dei flussi migratori da parte di governi di sinistra, che hanno indiscriminatamente aperto agli ingressi di massa per poi fregarsene delle conseguenze», denuncia Walter Rizzetto. Il deputato e presidente della commissione Lavoro della Camera chiama quindi la necessità di controlli stabili, identificazioni più rapide, verifiche rigorose dell’età e un rafforzamento di Frontex. «Il Governo sta facendo tutto questo, intervenendo per rafforzare contrastare i flussi irregolari e rendere più efficaci le procedure di rimpatrio dei soggetti pericolosi. In una fase internazionale segnata da guerre, instabilità e rischio di infiltrazioni criminali o eversive, non possiamo permetterci superficialità».