Le indagini in corso
Furto dei quadri di Antonello da Messina, gli inquirenti cercano una talpa all’interno del museo
Si cerca di capire come abbiano fatto i ladri ad agire in pochi minuti disattivando la videosorveglianza
Proseguono le indagini degli inquirenti su furto di quattro capolavori di Antonello da Messina avvenuto a Ferragosto. Smentita la notizia di un indagato tra i custodi, ma gli investigatori cercano una possibile talpa all’interno dell’edificio.
Le indagini
Gli investigatori stanno verificando nel dettaglio la condotta dei quattro addetti presenti al museo durante il furto, concentrandosi in particolare sull’allarme, sui sistemi di videosorveglianza e sulle modalità con cui i ladri sono riusciti a raggiungere le opere senza essere immediatamente fermati o segnalati.
I ladri hanno agito in pochi minuti
Secondo quanto ricostruito finora, i malviventi avrebbero agito in pochi minuti, riuscendo a impossessarsi di alcune preziose opere di Antonello: due delle opere sottratte sono state successivamente abbandonate durante la fuga e recuperate. L’inchiesta della Procura punta ora a chiarire se le anomalie riscontrate nella gestione della sicurezza siano riconducibili a negligenze o se possano essere il segnale di un coinvolgimento più diretto di qualcuno.
Come è stato disattivato l’allarme?
Tra gli aspetti al vaglio degli investigatori ci sono anche le modalità di disattivazione dell’allarme e il comportamento tenuto dai custodi durante e dopo il raid. La Procura sta inoltre confrontando le dichiarazioni degli addetti con le immagini delle telecamere e con gli altri elementi raccolti nell’ambito delle indagini, nel tentativo di ricostruire minuto per minuto quanto accaduto all’interno del museo e individuare eventuali responsabilità.
I quattro capolavori rubati a Ferragosto
I ladri avevano inizialmente rimosso sei elementi dal museo, ma durante la fuga ne hanno abbandonati due. Attualmente mancano all’appello 4 opere dal valore inestimabile. Tre tavole del Polittico di San Gregorio (datato 1473), una delle opere più importanti e identitarie della città. La Tavoletta Bifronte, un dipinto rarissimo custodito in una teca blindata che raffigura la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione da un lato, e il Cristo in pietà dall’altro.