Dati a confronto
Migranti, il paragone impietoso: in Spagna +740% di irregolari; col governo Meloni crollo di arrivi al livello del Covid
I numeri certificano due tendenze opposte: boom delle presenze senza permesso nella penisola iberica, mentre sulle nostre coste diminuiscono gli arrivi e aumentano i rimpatri
Il numero di migranti irregolari in Spagna è cresciuto del 740% in meno di dieci anni, dal 2017 al gennaio 2025. Si tratta di un periodo che corrisponde grosso modo ai governi presieduti dal socialista Pedro Sanchez, idolo delle sinistre italiane travolto dalla crisi di Ceuta e dalle conseguenze delle sue politiche immigrazioniste.
In Spagna +740% di irregolari
Sanchez, infatti, è entrato in carica per la prima volta nel giugno 2018. L’anno precedente i migranti irregolari si attestavano a circa 100mila, il primo gennaio dell’anno scorso se ne contavano 840mila. Un bel +740%, secondo le stime di Funcas, il think tank specializzato in ricerca economica e sociale legato all’area delle ex casse di risparmio spagnole, richiamate in Italia dall’agenzia di stampa Ageei, nell’ambito di un servizio di approfondimento dopo Ceuta e in particolare sulle accuse spagnole all’Italia, secondo le quali il nostro Paese avrebbe fallito in materia di politiche migratorie.
Le accuse del governo Sanchez all’Italia
L’Ageei cita la risposta al governo spagnolo del Viminale, che ha ricordato «un calo del 55% rispetto all’anno scorso e di circa l’82% sul 2023, primo anno di insediamento dell’esecutivo». L’agenzia inoltre riporta i dati che mostrano un chiaro trend.
La risposta arriva dai numeri
«Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 3 agosto 2026, sono sbarcati in Italia 16.666 migranti, contro i 36.935 registrati nello stesso periodo del 2025 e i 34.623 del 2024», si legge sul sito di Ageei, che fornisce anche la serie storica dal 2015, anno in cui gli arrivi furono 153.842, al 2025, anno in cui sono stati 66.316. Una cifra quest’ultima particolarmente interessante perché è pressoché identica a quella del 2021, anno in piena era Covid.
Il crollo degli sbarchi in Italia: come ai tempi del Covid
Anche il 2024 gli sbarchi si sono attestati su quei numeri (66.617). Il trend conferma l’efficacia delle politiche messe in campo dal governo Meloni che nel 2023, a pochi mesi dal suo insediamento, aveva iniziato a subire un vero e proprio assalto: in quell’anno gli sbarchi sono stati 157.651. Un anno dopo il governo li aveva già più che dimezzati.
Crescono i rimpatri: il rapporto passa dal 3,8% al 10,2%
A fronte del calo degli sbarchi, poi, si è registrato un aumento dei rimpatri: il rapporto tra gli uni e gli altri è passato dal 3,8% del 2014 al 10,2% del 2025. Per quanto riguarda il 2026, tra il 1° gennaio e il 30 luglio, sono stati effettuati 4.386 rimpatri forzati e 695 rimpatri volontari assistiti, per un totale di 5.081 rimpatri. Nello stesso periodo del 2025 i rimpatri complessivi sono stati 3.837, mentre nel 2024 sono stati 3.175.