Il messaggio all'Ue
Migranti, anche Weber rilancia la linea Meloni: “Subito centri di rimpatrio in Africa”
Il presidente del Ppe, il tedesco Weber, lancia un messaggio chiaro all'Ue che va nella stessa direzione della dichiarazione congiunta Meloni-Frederiksen. Procaccini: "Il buon senso torna a prevalere sull'ideologia"
Per il presidente e capogruppo del Ppe Manfred Weber (Csu), l’Ue “deve istituire rapidamente centri di rimpatrio in Africa”. L’esortazione è al centro di un intervento a propria firma che Weber ha pubblicato sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, a proposito della crisi migratoria vissuta dall’exclave spagnola di Ceuta, che il politico bavarese considera “frutto di azioni nazionali unilaterali”.
Il messaggio di Weber all’Ue
Si tratta di una presa di posizione di particolare peso specifico per diverse ragioni. La prima è che il Ppe è il gruppo più numeroso del Parlamento europeo. La seconda è che la Csu è al governo in Germania al fianco della Cdu di Friedrich Merz e le parole di Weber rimettono nella giusta prospettiva anche quelle del cancelliere sui dublinanti. Infine, perché l’intervento del leader popolare arriva nello stesso giorno e va nella stessa direzione della dichiarazione congiunta della premier italiana Giorgia Meloni con l’omologa danese, la socialdemocratica Mette Frederiksen, in cui le due leader, ribadendo che “non accettiamo un’immigrazione incontrollata verso l’Europa”, hanno rilanciato proprio la necessità di “realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi, così come altre soluzioni innovative al di fuori dell’Europa”.
La stoccata alla Spagna
Nel suo contributo sulla Faz, Weber fa riferimento alla crisi dei migranti in Grecia di una decina di anni fa, indicandola come precedente e conferma del peso che hanno i messaggi che vengono inviati dai governi. Esattamente come quando “Alexis Tsipras era primo ministro greco”, scrive Weber, oggi assistiamo “a come i segnali politici del governo spagnolo di Pedro Sánchez abbiano un impatto diretto sulle rotte migratorie”. Weber sottolinea, tra l’altro, che “grazie all’accordo Ue-Tunisia, la migrazione illegale attraverso questa via è diminuita di oltre il 90% dal 2023”.
Dopo aver ricordato che il pacchetto sulla migrazione e il nuovo regolamento sui rimpatri “hanno ora forza di legge”, chiede una rapida attuazione del patto: “Alla prossima riunione ordinaria del Consiglio europeo, serve un piano di attuazione vincolante, con responsabilità chiare, scadenze precise e obiettivi verificabili”.
Chi non ha diritto deve «lasciare l’Europa, senza se e senza ma»
Allo stesso tempo, per Weber “Ceuta ha dimostrato che una stretta cooperazione con gli Stati vicini può funzionare. Il Marocco ha immediatamente riaccolto i migranti. Nessuno è entrato nell’area Schengen”. Chiede poi che la Commissione offra ai Paesi che collaborano sui centri di rimpatrio “solidi rapporti commerciali, cooperazione economica e un sistema migratorio legale”. E avverte che “i migranti senza diritto di soggiorno devono lasciare l’Europa, senza se e senza ma”.
“Una sola risposta: protezione delle frontiere esterne”
Secondo Weber, poi, i controlli alle frontiere interne all’Europa “possono essere necessari in situazioni eccezionali”, ma “non affrontano la causa principale del problema”. Perché, ragiona, “ogni guardia di frontiera schierata a una frontiera interna è assente dove si difende la sicurezza dell’Europa: alle frontiere esterne comuni”. Pertanto, “può esserci una sola risposta: una forte e comune protezione delle frontiere esterne europee”.
Hub in Africa e Frontex più forte
Per questo motivo, Weber chiede un deciso rafforzamento di Frontex, con “50mila agenti” per garantire “la sicurezza delle frontiere esterne dell’Ue”. Di più: per Weber, “se le autorità nazionali non sono disposte a proteggere le nostre frontiere, Frontex deve ricevere il comando”. Secondo Weber, “Ceuta è stata una prova di resistenza per l’Europa. Ora l’Europa deve dimostrare di comprendere la lotta contro l’immigrazione clandestina come una responsabilità condivisa”.
Procaccini: “Il buon senso prevale sull’ideologia”
Per l’eurodeputato di FdI e co-presidente del gruppo Ecr, Nicola Procaccini, il “piano” di Weber, che segue la rotta indicata da Meloni e Frederiksen, “va accolto con grande favore”. “Il buon senso sta finalmente prevalendo sull’ideologia delle frontiere aperte”, ha commentato Procaccini, sottolineando che “la dichiarazione congiunta di Giorgia Meloni e Mette Frederiksen rappresenta un segnale politico importante: l’Europa non può più accettare un’immigrazione incontrollata e deve tornare a considerare la sicurezza dei propri cittadini, il controllo delle frontiere e il rispetto dei propri valori come priorità irrinunciabili”.
“Per troppo tempo – ha ricordato Procaccini – l’Europa è rimasta prigioniera della retorica delle ‘open borders’, come se non esistessero limiti alla capacità delle nostre società di accogliere e integrare e come se il fenomeno migratorio potesse essere semplicemente subito, anziché governato, con conseguenze disastrose, specie per la sicurezza delle nostre città. Per questo va accolto con grande favore anche il piano di Manfred Weber per realizzare hub di rimpatrio nei Paesi terzi e rafforzare Frontex, fino a farne una vera forza europea capace di contribuire concretamente alla difesa delle frontiere esterne”.