L'8 agosto di 70 anni fa
Meloni ricorda Marcinelle e avverte: «In Europa nessuno spazio per chi usa l’immigrazione per sfruttare i lavoratori»
Celebrare la data simbolo della tragedia di Marcinelle per riaffermare costantemente un principio inviolabile: «Chi sfrutta le persone, le schiavizza e alimenta traffici criminali è indegno del modello sociale europeo». Nell’anniversario della ricorrenza della strage di minatori, avvenuta l’8 agosto 1956, Giorgia Meloni lo ha ricordato in un videomessaggio all’evento di FdI-Ecr “Marcinelle 1956-2026 – L’Europa del lavoro, dei popoli, della dignità”, in corso a Charleroi. «In Europa – ha avvertito la premier – non c’è spazio alcuno per chi alimenta i canali dell’immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti».
Meloni ricorda Marcinelle
«Tra poche ore – ha ricordato la premier – celebreremo il 70esimo anniversario della catastrofe di Marcinelle. Al Bois du Cazier la campana accompagnerà coi suoi rintocchi i nomi dei 262 lavoratori che persero la vita nel buio della miniera. 136 gli italiani, emigrati in Belgio in cerca di un futuro migliore, ma che andarono incontro al più infausto dei destini, lontani dalla loro Patria e dai loro cari».
Meloni ha sottolineato che «Marcinelle è una tragedia che rimarrà per sempre nella memoria collettiva, italiana ed europea. Ma Marcinelle rappresenta anche un simbolo. Il simbolo dello straordinario contributo che decine di milioni di italiani hanno dato al progresso delle Nazioni che li hanno accolti. Una grande storia, fatta di rispetto, regole, integrazione. Ma, soprattutto, di duro lavoro e tanto sacrificio».
La battaglia di Mirko Tremaglia
«Ogni 8 agosto, nell’anniversario di Marcinelle – ha proseguito la premier – l’Italia onora questa storia, la grande storia dell’emigrazione italiana. E lo fa grazie alla determinazione di un patriota come Mirko Tremaglia, che 25 anni fa propose e fece istituire la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano del mondo”. “Marcinelle”, disse Tremaglia nella sua prima visita ufficiale alla miniera, “rappresenta il simbolo della sofferenza, della fatica, del sangue versato sul lavoro dagli italiani nel mondo e dai loro fratelli europei, e la superiorità di quell’umanesimo del lavoro allora ignorato che riconosce a chi lavora dignità e parità di diritti e di doveri”».
La Giornata europea per le vittime sul lavoro
«Diritti e doveri. Regole e lavoro. Sacrificio e dedizione. Marcinelle rappresenta tutto questo, e io sono orgogliosa che anche le Istituzioni europee abbiano deciso di riconoscere a questa storia la dignità che merita», ha detto ancora la presidente del Consiglio, ricordando che «l’8 agosto sarà presto proclamata “Giornata europea per le vittime sul lavoro”».
L’impegno per la dignità del lavoro
«Una giornata – ha chiarito Meloni – per riaffermare la dignità del lavoro, per rinnovare l’impegno per garantire condizioni eque ai lavoratori europei ed extra-europei che rispettano le regole e contribuiscono al benessere delle nostre società, per affermare che in Europa non c’è spazio alcuno per chi alimenta i canali dell’immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti. Perché, per noi, il messaggio è chiaro: chi sfrutta le persone, le schiavizza e alimenta i traffici criminali è indegno del modello sociale europeo».
Meloni: «Costruire un’Europa più giusta, più solidale, più vicina ai bisogni dei nostri popoli»
«Il governo italiano – ha spiegato la presidente del Consiglio – ha ovviamente sostenuto convintamente l’istituzione di questa Giornata. Una proposta lanciata dal presidente Brunetta, che è stata portata avanti con particolare impegno dalla vicepresidente Sberna e dalla relatrice Gemma. Grazie di cuore per il lavoro che avete svolto, e grazie anche a Carlo Fidanza per aver voluto promuovere questo momento di riflessione». «Domani celebreremo – ha concluso Meloni – il sacrificio di 262 lavoratori. Celebreremo il valore del lavoro, della persona, della dignità umana. Valori che forgiano la nostra identità e che sono la bussola della nostra azione. Per costruire un’Europa più giusta, più solidale, più vicina ai bisogni dei nostri popoli».