Oltraggio belga
Marcinelle, spuntano anche gli insulti sessisti alla Sberna. FdI: «Vergognoso». E scoppia il caso sul silenzio del CGIE
La commemorazione di Marcinelle finisce al centro dello scontro politico. Dopo le contestazioni al presidente del Senato Ignazio La Russa e gli insulti sessisti denunciati nei confronti della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, Fratelli d’Italia fa quadrato attorno ai due esponenti istituzionali e chiede alle opposizioni una condanna netta. Sul caso interviene anche la comunità degli italiani all’estero, con Vincenzo Zaccarini, che denuncia una «strumentalizzazione» della memoria e chiama in causa la Cgil e il CGIE.
A fare da sfondo alle polemiche è un luogo simbolo del sacrificio degli italiani all’estero: l’8 agosto 1956 nella miniera di Bois du Cazier morirono 262 lavoratori, 136 dei quali italiani.
Malan: «A Marcinelle offesa la memoria delle vittime»
A esprimere «piena e totale solidarietà» a La Russa e Sberna, anche a nome dei senatori di FdI, è il capogruppo Lucio Malan. «È vergognoso e intollerabile che una cerimonia dedicata al ricordo e al sacrificio di lavoratori italiani venga profanata da manifestazioni di intolleranza politica e da volgari insulti sessisti», afferma.
Per Malan, le contestazioni denunciate da La Russa rappresentano non soltanto «una grave mancanza di rispetto istituzionale», ma offendono «la memoria stessa delle vittime e la sacralità di un luogo simbolo del dolore e del lavoro italiano nel mondo». «Utilizzare la memoria di Marcinelle per una becera polemica politica è un atto che si qualifica da solo», aggiunge Malan, chiedendo che le offese ricevano «una ferma censura da parte di tutte le forze politiche».
Zedda: «Colpisce il silenzio sul sessismo contro Sberna»
Sulle offese rivolte ad Antonella Sberna interviene la vicepresidente dei senatori di FdI Antonella Zedda. «Le azioni volgari e sessiste» denunciate dopo la commemorazione, sottolinea, rappresentano «un episodio grave e inaccettabile».
Zedda punta soprattutto sulla mancata reazione politica: «Colpisce il silenzio di chi, in altre circostanze, non esita a intervenire per denunciare ogni forma di sessismo e di violenza verbale nei confronti delle donne». Da qui l’auspicio che «anche le forze di opposizione e le esponenti della sinistra prendano una posizione chiara e netta contro quanto accaduto».
Campione: «Sul sessismo non possono esistere doppi standard»
Ancora più esplicito l’intervento di Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della Commissione contro la violenza sulle donne. «Gli insulti volgari e sessisti rivolti alla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, riferiti dal presidente del Senato Ignazio La Russa dopo la commemorazione di Marcinelle, sono inaccettabili e non possono trovare alcuna giustificazione politica. Sorprende inoltre che non siano stati condannati con la necessaria fermezza».
Campione richiama quindi direttamente il suo ruolo nella Commissione: «Da componente della Commissione contro la violenza sulle donne ritengo che su questi temi non possano esistere doppi standard. Auspico quindi che anche l’opposizione e le esponenti della sinistra facciano sentire chiaramente la propria voce». La conclusione è netta: «Il sessismo va condannato sempre, indipendentemente dalle idee e dall’appartenenza politica della donna che ne è vittima».
Zaccarini: «La memoria di Marcinelle non si tocca»
Sul caso interviene anche Vincenzo Zaccarini, membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero per il Regno Unito, che definisce quella di La Russa una presenza «istituzionale e di rispetto» per onorare le vittime italiane dell’8 agosto 1956 e accusa la Cgil Belgio, la sinistra italiana e la Cgil in Italia di aver trasformato la commemorazione in terreno di scontro politico. Zaccarini chiama in causa anche il segretario generale del CGIE, Maria Chiara Prodi, contestandole di non aver preso le distanze dall’episodio e accusandola di non riuscire a rappresentare le diverse anime del Consiglio. «La memoria di Marcinelle non si tocca. Le istituzioni si rispettano. Gli italiani all’estero non sono pedine», conclude Zaccarini. «Basta strumentalizzazioni».