La guera del calcio
L’Uefa chiede le dimissioni di Infantino dopo la boutade sui Mondiali: “Pronti alla mozione di sfiducia”
Il dietrofront del presidente della Fifa non accontenta i vertici europei pronti a dare battaglia
La Uefa ,unione delle federazioni calcistiche europee, é pronta a votare la sfiducia al presidente della Fifa, Gianni Infantino, se costui non accetterà di dimettersi. Lo fonti ben informate al Telegraph. Infantino ha ritirato il suo controverso piano di vendere a privati una quota dei diritti dei Mondiali di Calcio. La Uefa ha però chiarito in un comunicato che ritiene il rapporto di fiducia con Infantino ormai irrecuperabile. Secondo il Telegraph, tutti e 55 i membri della Uefa sono pronti ad approvare una mozione di sfiducia ai danni di Infantino, il cui progetto era stato avversato anche dalle federazioni delle Americhe e dell’Asia. Le federazioni europee avevano addirittura minacciato di boicottare i Mondiali se il piano non fosse stato archiviato.
Il regolamento della Fifa
ll regolamento della Fifa prevede che “il Consiglio deve convocare un Congresso Straordinario se un quinto delle federazioni affiliate dovesse presentare richiesta scritta”. I numeri ci sarebbero dal momento che la Uefa ne conta 55 su 211. Se convocato, il Congresso dovrà tenersi entro tre mesi e il voto di sfiducia avrebbe la meglio con la maggioranza semplice dei voti validi, ovvero di 106 federazioni. Stando ai netti no di Uefa (55), Afc (47) e Concacaf (41) contro la proposta di Infantino e la sua “Fifa Forward Enterprise”, i potenziali voti a favore della sfiducia sarebbero 143, numero più che sufficiente per detronizzare il presidente. La marcia indietro di Infantino annunciata questa notte, però, potrebbe consentirgli di conservare il posto, visto che il no netto e condiviso è stato al progetto FFE e non alla figura del presidente.
Il dietrofront
Dopo avere presentato un piano per i prossimi mondiali che prevedeva la cessione dei diritti a dei fondi, tra i quali quelli del genero di Trump, Gianni Infantino ha fatto marcia indietro. Ma i vertici del calcio europeo non si accontentano e vogliono la sua testa.