"Squarcio inquietante"
Lavitola arrestato, crollano le speculazioni della sinistra. FdI: “Ranucci faccia chiarezza”
“L’arresto di Valter Lavitola, accusato dalla Procura di Roma di essere il mandante dell’attentato dinamitardo dell’ottobre 2025 contro Sigfrido Ranucci, fa crollare miseramente i teoremi e le vili speculazioni della sinistra. Ricordiamo tutti quando, all’indomani della bomba, esponenti come Elly Schlein si precipitarono all’estero per gettare ombre sul Governo Meloni, o quando in Commissione Antimafia il senatore Cinquestelle, Roberto Scarpinato assecondò deliri su inesistenti pedinamenti di Stato gettando ombre sul sottosegretario Fazzolari. Oppure, infine, tirando in ballo in maniera completamente falsa i deputati Cangiano e Filini”. Lo dichiarano i componenti di Fratelli d’Italia della Commissione Vigilanza Rai.
Il sospetto di FdI: ingerenze di Lavitola sulle inchieste di Report?
“Oggi – prosegue la nota di FdI – di fronte all’evidenza che il mandante sarebbe del tutto estraneo alle Istituzioni, pretendiamo che la sinistra e gli esponenti dell’opposizione abbiano la dignità di chiedere scusa a Giorgia Meloni, al sottosegretario Fazzolari, a tutto il Governo ed a chi è rimasto suo malgrado coinvolto. Allo stesso tempo, si apre uno squarcio inquietante che riguarda direttamente il Servizio Pubblico e la stessa trasmissione ‘Report’. Alla luce di questo rapporto è possibile escludere che ci siano state influenze o, addirittura, ingerenze da parte dello stesso Lavitola sul programma e sulle stesse inchieste? E questo ancora di più alla luce di quanto sta emergendo e secondo cui ‘se hai problemi con Report, vai da Lavitola’. Fratelli d’Italia chiede che sia fatta immediata chiarezza. È impensabile che una trasmissione finanziata con i soldi dei contribuenti possa essere stata permeabile a simili condizionamenti. Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura – conclude la nota – ma Ranucci ha il dovere di spiegare se con le sue inchieste ha svolto un Servizio Pubblico oppure se abbia reso un servizio agli affari del suo amico Lavitola”.