La preghiera del Dalai Lama
Inferno di acqua e fango in Nepal: 165 morti e 1380 dispersi. Agenzia per le emergenze: “Bilancio provvisorio”
Sale ancora il bilancio delle vittime in Nepal dopo le inondazioni e le frane che hanno colpito il distretto di Rasuwa, al confine con il Tibet. Secondo quanto riferito nelle prime ore della giornata dall’agenzia nepalese per la gestione delle emergenze al momento le vittime accertate sono 165 mentre 1380 persone risultano disperse. La stessa fonte istituzionale del Nepal ha precisato che si tratta di bilanci provvisori e ha spiegato che il disastro ha coinvolto anche dei cittadini stranieri presenti sul posto. Come noto infatti sono tanti e arrivano da tutto il mondo i turisti, gli escursionisti e alpinisti che affollano la nazione himalayana per mettersi alla prova su alcune delle vette più alte del mondo, tra cui il Monte Everest.
Squadre di soccorso al lavoro per cercare i sopravvissuti
Le squadre di soccorso sono impegnate nella ricerca dei sopravvissuti, ma le operazioni sono ostacolate da enormi quantità di fango e detriti, dal rischio di nuovi smottamenti e dall’interruzione dei collegamenti. La polizia nepalese ha riferito di aver recuperato 162 corpi, mentre altri tre decessi sono stati segnalati dai media statali cinesi nella zona del porto di Gyirong, in Tibet. In Nepal risultano ancora irrintracciabili 823 persone, tra cui 579 turisti nepalesi e stranieri, secondo l’agenzia nazionale per la gestione delle catastrofi. Sul versante cinese i dispersi sono invece 558, compresi 260 cittadini stranieri. Tra gli stranieri dispersi in Nepal figurano cittadini di India, Australia, Regno Unito, Malesia, Paesi Bassi, Portogallo, Sudafrica, Corea del Sud e Stati Uniti.
468 turisti, per lo più stranieri, dispersi dopo le inondazioni Kathmandu
Secondo il dipartimento del turismo del Nepal “Sono dispersi 468 turisti e viaggiatori, tra cui 75 nepalesi”. A dichiararlo all’Afp è stato Suraj Ghimire, portavoce del dipartimento del turismo.
Tra i turisti stranieri dispersi c’è anche un gruppo di 47 persone composto da 15 australiani, 10 canadesi, 9 nepalesi, 8 americani, 2 britannici, 2 di Singapore e un cittadino con doppia cittadinanza russa e americana. Tra loro anche due bambini. A darne notizia all’Afp è stato il direttore generale della loro agenzia di viaggi, Himalayan Glacier. Tra le vittime del disastro ci sono anche 34 turisti australiani, come ha dichiarato il premier Anthony Albanese.
Dalai Lama, ‘pregate per tutte le vittime delle devastanti inondazioni’
Il Dalai Lama, leader spirituale buddhista tibetano, prega e ha chiesto di pregare per tutte le vittime delle devastanti alluvioni in Nepal e Tibet. “Prego per tutti coloro che hanno perso la vita ed esprimo la mia solidarietà e le mie sincere condoglianze a tutti coloro che sono in lutto e colpiti da questa tragedia”, ha affermato il Dalai Lama in una dichiarazione, esprimendo la speranza che vengano prese misure per “impedire che simili disastri si ripetano”.
Gli Usa annunciano 500.000 dollari di aiuti per l’alluvione
Intanto gli Stati Uniti hanno annunciato che stanzieranno 500.000 dollari di aiuti per supportare il Nepal dopo la terribile alluvione.
L’amministrazione Trump ha destinato gli aiuti a “alloggi di emergenza, beni di prima necessità e assistenza per l’acqua, i servizi igienico-sanitari e l’igiene delle comunità colpite” tramite l’organizzazione Catholic Relief Services (CRS), ha dichiarato il Dipartimento di Stato.