L'enclave nel caos
Ceuta, la sovranità perduta e le infiltrazioni dell’Isis: l’Italia aveva informato il governo Sanchez del rischio terrorismo
Arrestate due persone sospettate di essere vicine allo Stato islamico. Roma aveva inviato le segnalazioni già il 5 agosto e la sospensione di Schengen era giustificata anche da questo aspetto
La situazione a Ceuta, a circa quattro settimane dall’ondata di decine di migliaia di marocchini, è drammatica. Non solo per la presenza, ancora reale e massiccia, di immigrati provenienti da Rabat, ma anche per l’infiltrazione dell’Isis. Con l’arresto di due persone sospettate di essere legate allo Stato islamico. Mentre Pedro Sanchez continua tranquillamente a trascorrere le sue vacanze in un resort di lusso.
La presenza dell’Isis e la segnalazione dell’intelligence italiana
Fausto Biloslavo su Il Giornale, dà notizia dell’arresto di due sospetti adepti dell’Isis. Non una sorpresa. Proprio l’intelligence italiana lo scorso 5 agosto aveva trasmesso alle autorità spagnole un’informativa sul rischio di infiltrazione terroristica. Il 21 agosto, il giornale iberico La Razón ha rivelato che due jihadisti legati allo Stato islamico sono stati arrestati alle forze di sicurezza.
Uno nell’enclave spagnola dalla CGI, individuato dall’intelligence della polizia nazionale, e l’altro in Marocco dalla DGST, i servizi di Rabat. Il sospetto jihadista ammanettato oltre confine avrebbe fatto parte dell’ondata di ritorno dei migranti irregolari, che in oltre 70mila erano entrati a Ceuta. «Il 5 agosto la nostra antenna in Spagna aveva riferito che erano in corso attività di identificazione dei migranti, entrati a Ceuta irregolarmente, per verificare se tra questi possano essersi infiltrati elementi con precedenti per terrorismo».
Le segnalazioni dei nostri servizi
La Policia Nacional – si legge nell’articolo di Biloslavo – aveva già sospetti su alcuni individui, grazie all’analisi dei video di sorveglianza della frontiera e di quelli sui social. La nota italiana del 5 agosto evidenziava che la zona marocchina di confine di Fnideq, da dove è partito il grosso degli «invasori», ha una storia di «radicalizzazione e reclutamento jihadista, con diverse decine di persone, originarie dell’area, partite in passato per combattere in Siria e Iraq».
La scelta sulla sospensione di Schengen
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’audizione del 13 agosto davanti al Comitato parlamentare Schengen ha giustificato il ripristino dei controlli ai confini per gli arrivi dalla Spagna «non escludendo potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori». I militari spagnoli hanno sequestrato ai migranti, solo nei primi dieci giorni di agosto, una valanga di armi bianche come coltelli, seghe, picconi, martelli, rasoi, spranghe e bastoni. L’allarme non è rientrato: ieri il governo spagnolo ha dichiarato per la prima volta nella storia lo stato di emergenza per la sicurezza nazionale a Ceuta, dove ci sono ancora migliaia di irregolari, fra il 5 e 10 per cento dell’ondata iniziale.
Sanchez al resort mentre l’enclave implode
Pedro Sanchez, intanto, continua la sua tranquilla vacanza in un resort a cinque stelle mentre l’enclave implode. Ceuta si sente tradita dal governo e non si sente considerata realmente “spagnola”. Lo dimostrano le manifestazioni in piazza, le contestazioni ai ministri che si sono recati sul posto, la quasi impossibile convivenza con le migliaia di persone ancora non rimpatriate. E oggi l’alert di una infiltrazione terroristica che aumenta la paura.