La figlia del grande Enzo
“Fate pena!”, Gaia Tortora contro Pd e M5S per l’astensione della vergogna alla legge per le vittime della giustizia
La giornalista definisce incommentabile la scelta. Plauso alla maggioranza dall'ex presidente delle Camere penali
“Fate pena!”. Senza mezze misure, Gaia Tortora, giornalista e figlia di Enzo, si rivolge così a Pd, Cinquestelle e Avs che ieri si sono astenuti durante l’approvazione in prima battuta alla Camera della legge che porta il nome di suo padre e che celebrerà, ogni 17 giugno, data dell’arresto del conduttore televisivo, le vittime della malagiustizia.
Il tweet di Gaia e le accuse di Caiazza alla sinistra: “Pagano le cambiali all’Anm”
“Onore alla Camera dei deputati per aver approvato la proposta di legge che istituisce, intestandola a Enzo Tortora, la giornata nazionale dedicata alle vittime degli errori giudiziari. Penso con emozione a quanto Enzo ne sarebbe orgoglioso. E guardo con sconcerto ai don Abbondio nostrani che si sono astenuti”, scrive su X il presidente dell’Osservatorio Giustizia liberale della Fondazione Luigi Einaudi, Gian Domenico Caiazza. “Ma sappiate che questa è solo una delle molte cambiali che Pd, Avs e 5 Stelle sanno di dover pagare alla leadership politica di Anm per la vittoria del No. Ora aspettiamo il voto al Senato”, conclude l’ex presidente delle Camere penali italiane.
Il provvedimento
Con 178 voti a favore e 97 astenuti – appunto Pd, M5S e AVS – la Camera ha approvato la proposta di legge per l’istituzione della Giornata nazionale in memoria di Enzo Tortora e delle vittime di errori giudiziari. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. La legge prevede che il 17 giugno vengano celebrate le vittime della malagiustizia. Lo stesso giorno in cui la Procura di Napoli, nel 1983, arrestò Enzo Tortora con accuse infamanti poi rivelatesi, ovviamente, del tutto infondate. Tortora fu condannato in primo grado e assolto completamente nei due ulteriori gradi di giudizio. Eletto parlamentare europeo con i radicali, rinunciò all’immunità, restando in carcere.