Il silenzio di Pd e 5S
Energie rinnovabili, le regioni rosse fanno melina: lo stallo che imbarazza campo largo e proclami verdi
La Sardegna, con la posizione della Todde, blocca e adesioni dei due partiti. Mentre gli altri del campo largo si dissociano
Discutono di cambiamenti climatici e di transizione energetica ma ignorano l’appello degli scienziati da ben due mesi. Elly Schlein e Giuseppe Conte non hanno ancora incontrato i promotori della lettera aperta al campo largo contro il no a priori a fotovoltaico ed eolico nelle regioni governate dal centrosinistra. Ne parla oggi Il Foglio.
La vicenda
Dopo il salario minimo- si legge sul quotidiano diretto da Cerasa-, la transizione energetica, “con una forte spinta sulle energie rinnovabili”, è uno dei pochi punti cardine sui quali il campo largo cerca e spera di riuscire al più presto a costruire un minimo programma comune. Eppure nessuno dei due aspiranti leader della coalizione – la segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente del M5s Giuseppe Conte – ha mai risposto a una lettera inviata a metà maggio ai capi di tutti i partiti del centrosinistra – oltre a loro è stata spedita anche a Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Matteo Renzi e Riccardo Magi – da oltre cento scienziati, ricercatori e attivisti ecologisti. La missiva chiedeva ai leader di fermare “i ‘no’ a priori, basati su paure irrazionali o sulla difesa di un consenso immediato e di corto respiro” che fanno sì che le regioni guidate dal campo largo siano quelle più indietro sugli obiettivi di installazione di rinnovabili previsti dal Piano nazionale integrato su energia e clima (Pniec). Sul banco degli imputati, per scienziati e ricercatori, c’è in particolare una regione: la Sardegna.
La spina della Sardegna
“La regione – scrive Il Foglio – è guidata dall’ex vicepresidente del M5s Alessandra Todde. La ‘Madonna del campo largo’ diventata nemica numero uno delle rinnovabili sull’isola, con tanto di ricorsi alla Corte costituzionale e al Consiglio di stato. Sarà forse per questo motivo che, quasi due mesi e mezzo dopo l’invio della lettera-appello, sia dal Nazareno, sia da Via di Campo Marzio non c’è stato alcun segnale di vita. Silenzi, va detto, con sfumature leggermente diverse. Da Giuseppe Conte e dal quartier generale del Movimento non è arrivato nessun tipo di risposta. Con i dem, invece, c’è stata una parziale interlocuzione“. A parlare con i ricercatori è stata Annalisa Corrado, europarlamentare Pd e responsabile Ambiente della segreteria, in questo caso però nelle vesti di curatrice dell’agenda di Schlein. Corrado, infatti, più che incontrare o rispondere ai proponenti dell’appello si sarebbe limitata a ripetere più volte, non senza un certo imbarazzo: “Stiamo cercando di trovare un buco nell’agenda di Elly”.
Il campo largo diviso
A differenza di Pd e M5s, hanno invece risposto, condividendo le considerazioni degli scienziati, sia Avs, sia Più Europa, sia Italia viva. Il duo Bonelli&Fratoianni è stato rapidissimo: “Io e Nicola, a nome di Avs, riteniamo assolutamente condivisibile l’appello e diamo la nostra disponibilità a un incontro”, ha risposto alla mail il leader della parte verde dell’alleanza cocomero. Pochi giorni dopo sia lui, sia Fratoianni si sono connessi dal Transatlantico di Montecitorio a un webinar per dialogare con i promotori. Lo stesso ha fatto per Italia viva, la capogruppo al Senato Raffaela Paita. Anche Riccardo Magi ha risposto in fretta alla richiesta degli scienziati. “La transizione energetica si fa con azioni di governo concrete, talvolta complesse, ma non rimandabili. Vedere amministratori locali progressisti bloccare in modo indiscriminato i progetti sulle rinnovabili è una contraddizione profonda. Un cortocircuito che dobbiamo risolvere”, ha scritto. E pochi giorni dopo i proponenti dell’appello hanno avuto un incontro con il presidente di Più Europa Matteo Hallissey.
Le parole di Magi mettono bene in luce gli imbarazzi di Pd e 5s. Sia Più Europa, sia Avs da mesi condannano le scelte di Todde in Sardegna. Mentre Schlein e Conte tacciono.