E l'ultimo chiuda la porta...
È morto Guido De Maria, il papà di “Gulp” e “SuperGulp” che insegnò ai fumetti a parlare in tv
Addio al creativo che, dal Carosello alla pubblicità per il piccolo schermo, e da Nick Carter alla “camicia coi baffi” di Maurizio Costanzo, ha ridisegnato, tra spot e disegno, l'umorismo in tv
Cronaca - di Priscilla Del Ninno - 31 Agosto 2026 alle 13:53
«Maledetto Carter, hai vinto anche stavolta» e a noi non resta che pronunciare un sommesso «Gulp»… Guido De Maria, umorista, sceneggiatore e regista modenese, è morto questa mattina all’età di 93 anni. Con lui se ne va un maestro dell’umorismo leggero, ma al tempo stesso graffiante e, soprattutto, ma mai banale. Una cifra stilistica, la sua, capace di segnare per sempre l’immaginario di chi è stato bambino con il naso incollato allo schermo, negli Anni Settanta prima del telegiornale e poi, dall’aprile 1977 in poi, in onda stabilmente nei giovedì sera: un appuntamento che sarebbe diventato indelebile nei ricordi dei piccoli telespettatori, compresa chi scrive.
È morto Guido De Maria, l’inventore di “Gulp” e “SuperGulp”. Aveva 93 anni
Sì, perché i sogni dei bambini degli anni Settanta avevano il ritmo di una tromba e le nuvolette sopra la testa e quel graffio di matita che soltanto un maestro della televisione, un raffinato umorista, e un regista visionario, avrebbero saputo tratteggiare. Oggi, allora, si chiude per sempre la pagina più originale e fantasiosa della nostra infanzia. Quella in cui la tv in bianco e nero (e poi quella dei primi colori) accettò la scommessa più folle: prendere i fumetti e farli muovere, senza tradirne l’anima, ma regalandogli la voce e la dignità del piccolo schermo.
De Maria, da Gulp e Supergulp alla pubblicità in tv tra umorismo popolare e artigianato rigoroso
Come ci ricorda allora Il Resto del Carlino, il primo a dare la notizia del triste addio, nato a Lama Mocogno nel 1932, e modenese fino al midollo, De Maria apparteneva a quella stirpe irripetibile di creativi emiliani capaci di fondere la grande satira con l’umorismo popolare, la battuta folgorante con l’artigianato più rigoroso. Insieme a compagni di strada eccezionali – da Bonvi a Francesco Guccini, con cui condivideva serate di cabaret tra gli Archibusti, stornelli e una complicità d’altri tempi lontana dal politicamente corretto esasperato e dai dogmi woke –, De Maria è stato anche tra i padri nobili della stagione d’oro di Carosello.
I suoi mitici personaggi e le sue creazioni entrate nell’immaginario
Non per niente dalla sua mente brillante e dal suo estro registico sono nati spezzoni dell’immaginario pubblicitario televisivo che ancora oggi resistono al tempo: Salomone il pirata pacioccone, i nanetti della Loacker, la celebre “camicia coi baffi” di Maurizio Costanzo, fino agli spot indimenticabili per i Brutos o Franco e Ciccio. Ma è soprattutto nel 1972 che la sua intuizione si trasforma in mito della cultura pop italiana. Nasce Gulp! Fumetti in Tv (poi diventato Supergulp! insieme a Giancarlo Governi), il programma cult che incollò alla televisione – ben lungi dall’essere minacciata da piattaforme online e telefonini – milioni di bambini, ragazzi e adulti.
Con l’inseparabile Bonvi, De Maria inventò il detective Nick Carter e i suoi strampalati aiutanti, Patsy e Ten, consegnando alla storia frasi diventate proverbiali diventate nel tempo ritornelli familiari. Come quella pronunciata dopo che Nick Carter aveva smascherato il cattivo (spesso il trasformista Stanislao Moulinsky) chiosando soddisfatto: «E ultimo venne il detective che capì tutto!». O come l’indimenticabile frase stigmatizzata in chiusura puntata: «E l’ultimo chiuda la porta»…
Addio a Guida De Maria, l’inventore di Gulp e Supergulp che ridisegnò l’umorismo in tv
Ma non solo. Perché Supergulp! fu anche molto di più: un portale magico attraverso cui fare entrare nelle case degli italiani Corto Maltese, Lupo Alberto, Alan Ford, Tex e le Sturmtruppen. E poi c’era lui, Giumbolo, la creatura nata dalla sua fantasia e animata da Riccardo Berselli, con quella sigla contagiosa che tutti noi abbiamo canticchiato almeno una volta nella vita. Una creatività fervente e poliedrica, quella di De Maria, che tra mostre, recuperi storici e progetti editoriali, non ha mai smesso di guardare al mondo con quell’ironia da medaglia d’oro e con la vivacità di chi non si è mai veramente considerato “diventato grande”.
Non possiamo che dire, tra sgomento e ringraziamento, Gulp!
Oggi, allora, nel giorno del suo commiato dalla scena della vita… Ora che il sipario si chiude anche su di lui, ci piace immaginarlo mentre ritrova i vecchi amici di sempre per inventarsi l’ultimo, geniale Carosello, o l’ennesima avvenutura dei suoi strampalati quanto geniali eroi a fumetti. Mentre noi, un po’ più soli, mentre facciamo i conti con le stagioni che si chiudono e ripensiamo a Guido De Maria con un pizzico di magone e un sorriso grato, non possiamo che dire come si diceva da piccoli alla fine di ogni puntata: Gulp!