L'insediamento E1
Cisgiordania (da Roma a Londra) fronte europeo contro Israele: “Le imprese non partecipino alle gare d’appalto”
La decisione del governo israeliano di pubblicare i bandi di gara per il progetto di insediamento E1 in Cisgiordania “è inaccettabile”. Lo riferiscono i leader di Italia, Francia, Germania e Regno Unito in una dichiarazione congiunta. “La comunità internazionale si oppone da tempo a questa espansione degli insediamenti e ha espresso le proprie serie preoccupazioni sia in privato che in pubblico. L’insediamento E1 comprometterà la prospettiva di una soluzione a due Stati, creando una spaccatura nella Cisgiordania e danneggiando la contiguità territoriale dei Territori Palestinesi”, si legge nel comunicato.
I leader dei quattro Paesi sottolineano che “il diritto internazionale è chiaro: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali” e “questa è la posizione della comunità internazionale, ribadita dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.
“In un momento di grave instabilità in Cisgiordania, con livelli di violenza senza precedenti da parte dei coloni contro i civili e serie restrizioni all’economia palestinese – evidenzia il comunicato – questa decisione è ancora più preoccupante”.
I leader di Italia, Francia, Germania e Regno Unito esortano quindi il governo israeliano “a ritirare immediatamente questi piani e a porre fine all’espansione degli insediamenti in Cisgiordania”. Secondo quanto si legge nel comunicato, “essi non solo ci allontaneranno ulteriormente dalla pace, ma mineranno ulteriormente la reputazione internazionale di Israele”. Le imprese, prosegue la dichiarazione congiunta, “non dovrebbero prendere in considerazione la partecipazione a gare d’appalto nel settore edile” e “devono essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali, incluso il rischio di incorrere in gravi violazioni del diritto internazionale”.
I leader dei quattro Paesi ribadiscono infine l’impegno “per una pace globale, giusta e duratura, basata sulla soluzione dei due Stati”. “Continueremo ad agire nel suo interesse”, conclude la dichiarazione congiunta.
Anche il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è detto “profondamente allarmato dalle notizie relative a nuovi avamposti illegali di insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. È particolarmente preoccupato per gli sviluppi legati all’insediamento E1, che interromperebbe di fatto il collegamento tra la parte settentrionale e quella meridionale della Cisgiordania. Ciò comporterebbe gravi conseguenze per l’integrità territoriale del Territorio Palestinese Occupato e rappresenterebbe una minaccia esistenziale per la soluzione a due Stati”. Lo ha detto il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric.
Guterres “esorta Israele ad astenersi dall’intraprendere ulteriori passi in tal senso e ad agire in conformità con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite e in linea con il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del 19 luglio 2024″, ha aggiunto.