Ma il Pd difende il programma
Macellazione a domicilio in Emilia Romagna: la norma per accontentare gli islamici. FdI: “Zone d’ombra inquietanti”
«Il nuovo regolamento consente allevamenti di polli, conigli e altri animali medio-piccoli che possono essere collocati anche nel territorio urbanizzato e nei centri abitati»
Politica - di Gabriele Caramelli - 20 Agosto 2026 alle 20:07
A Valsamoggia, in Emilia Romagna, c’è stata una polemica sulla macellazione della carne. Avete capito bene: due provvedimenti del nuovo regolamento sull’igiene hanno scatenato uno scontro politico nel giovane comune, che da poco ha istituito la prima norma in materia. A denunciare il caso stato Luigi Gandolfi, rappresentante del gruppo Insieme per il cambiamento, secondo cui, citando gli articoli del documento, «il nuovo regolamento consente allevamenti di polli, conigli e altri animali medio-piccoli che possono essere collocati anche nel territorio urbanizzato e nei centri abitati».
Ma non solo, perché Gandolfi ha sostenuto che «è permessa la macellazione dei suini, del pollame e degli ovicaprini al di fuori di stabilimenti registrati o riconosciuti». Per l’ex candidato sindaco, queste regole sono «in funzione di una società multiculturale, a riti e tradizioni di altre religioni. Si comincia così, con un regolamento di igiene, e, forse, si finisce per mandare al macello la nostra civiltà».
Macellazione a domicilio, polemica nel comune in Emilia-Romagna per la norma multiculturale
Sulla vicenda è intervenuta anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti, evidenziando che quel regolamento «presenta criticità e zone d’ombra inquietanti, che rischiano di mettere a repentaglio la sanità pubblica, il benessere animale e la salubrità dei centri abitati», perché sono norme «che introducono un potenziale rischio di gestione dei rifiuti biologici a ridosso delle case dei cittadini”. Per questo motivo è stata presentata un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere un intervento immediato».
Ancor più allarmante, secondo Evangelisti, è la modalità della macellazione domiciliare privata per l’autoconsumo. La macellazione di suini, ovicaprini e pollame fuori dalle strutture autorizzate crea una grande quantità di sottoprodotti biologici pericolosi, come sangue e viscere. C’è il rischio reale che questi vengano quindi smaltiti irregolarmente nelle reti fognarie comunali, con danni ambientali. Tra l’altro, le maglie troppo larghe concesse dal comune potrebbero essere un paravento preventivato per le macellazioni rituali clandestine a domicilio, eludendo l’obbligo tassativo dello stordimento anticipato dell’animale previsto dalle leggi europee.
FdI: «Criticità e zone d’ombra inquietanti»
«Vogliamo garanzie scritte sulle modalità di smaltimento dei residui organici e la certezza che non venga tollerata alcuna deroga in nome di multiculturalismo esasperato da parte della sinistra che si può tradurre in un danno ingente degli standard igienici e del benessere animale», ha concluso Evangelisti. Ma c’è il Pd che prova a difendersi, sostenendo che il «comune di Valsamoggia non ha introdotto la possibilità di macellare animali a domicilio. La macellazione per consumo domestico privato è prevista dalla normativa nazionale e regionale. Ci siamo limitati a inserirla nel quadro regolamentare comunale. Non si tratta quindi di un liberi tutti». Sarà, ma i dubbi sulla normativa rimangono.