La testimonianza
Cinquecento donne africane trasferite da Ceuta in Spagna: rischiano lo stupro nei campi profughi
Come ha spiegato Wafae Atid, una migrante di 28 anni a Reuters, la notte i clandestini dei campi profughi seguono le donne fino ai bagni. Poi ha spiegato di non riuscire a riposare durante la notte per paura che qualcuno possa farle del male
Esteri - di Gabriele Caramelli - 21 Agosto 2026 alle 14:04
Almeno 500 giovani africane saranno trasferite in Spagna da Ceuta dopo segnalazioni di violenza sessuale da parte degli altri clandestini. A riportarlo è stato il Daily mail, evidenziando che la polizia spagnola ha confermato di aver registrato 15 aggressioni sessuali a Ceuta dal 15 luglio, con la maggior parte delle vittime minorenni. Secondo la testimonianza degli agenti, gli assalti si sono verificati principalmente sulla spiaggia dove erano concentrati i migranti. Di conseguenza, il ministero spagnolo per la Gioventù e l’infanzia ha deciso di provvedere, spostando centinaia di giovani donne da Ceuta alla parte continentale del Paese. Si tratta però di una mossa che tradisce le promesse iniziali: il governo Sanchez, infatti, aveva garantito che nessun migrante sarebbe entrato sull’altra sponda della penisola iberica.
Questa iniziativa ha sollevato la contestazione del leader di Vox, Santi Abascal, preoccupato perché questa decisione potrebbe portare altri migranti irregolari nella zona continentale spagnola. Altri politici, invece, hanno anche affermato che le ragazze dovrebbero essere restituite rimpatriate nei Paesi da cui provengono, mentre il ministro della giustizia marocchino, Abdellatif Ouahbi, ha sostenuto che i bambini marocchini dovrebbero essere riportati dalle loro famiglie.
Cinquecento donne migranti a rischio stupro: il governo spagnolo le sposta da Ceuta
Le donne e le ragazze migranti che sono rimaste a Ceuta hanno dormito all’aperto insieme a centinaia di altri migranti marocchini, subsahariani e dell’Asia meridionale. Il sindacato della polizia spagnola ha informato che le donne che hanno subito abusi sono state assistite dalla polizia, dalle autorità giudiziarie e sanitarie. Al momento, le vittime sono state ospitate in un nuovo centro per le persone che hanno subito violenze sessuali, adibito dai servizi sociali locali.
La testimonianza di una donna del campo profughi
Wafae Atid, un 28enne della città marocchina settentrionale di Taza che vive in un campo per migranti, ha raccontato a Reuters la sua esperienza: «È davvero brutto. Molti ragazzi cercano di attaccare le ragazze ogni sera, a volte solo quando vai in bagno. Ti seguono». Inoltre, la giovane ha spiegato che la notte non riusciva a dormire per la paura e che potesse farlo soltanto dalle 7 fino a mezzogiorno nella relativa sicurezza della luce.
Come ha spiegato Lucila Rodriguez-Alarcon, direttore generale della Fondazione PorCausa, «quando grandi volumi di sfollati sono insieme in spazi sovraffollati, sorgono queste situazioni di violenza sessuale», per poi ricordare che sarebbe stato necessario dividere i servizi igienici e le docce in base ai sessi, applicando i medesimi protocolli di sicurezza in ognuno dei campi profughi.