Letture da ombrellone
Casa è ovunque siamo insieme: il libro sempreverde per chi ha ancora voglia di partire
C’è chi ad agosto ha già prenotato tutto da febbraio, con traghetto, ombrellone e ristorante della prima sera segnati sul calendario. E poi ci sono gli altri: quelli che guardano le ferie avvicinarsi pericolosamente e ancora non sanno se finiranno in Salento, sulle Dolomiti o sul divano di casa.
A questi ultimi potrebbe fare particolarmente bene Casa è ovunque siamo insieme. Vanlife, istruzioni per l’uso, di Rossella Del Console e Michele D’Alessio, pubblicato da Giunti. Un libro che ha ormai conquistato la dimensione del long seller, uno di quei titoli che non hanno bisogno di inseguire l’attualità perché parlano di qualcosa che torna puntualmente attuale: la voglia di partire, cambiare aria e, magari, cambiare per qualche giorno anche il proprio modo di guardare le cose.
Insomma, un piccolo sempreverde da vigilia delle vacanze, soprattutto quando le vacanze non sono state ancora organizzate. Perché questo non è soltanto un manuale per aspiranti abitanti di camper. È piuttosto un invito a mollare un po’ gli ormeggi, a ridimensionare l’ossessione per programmi e prenotazioni e a riscoprire quel genere di viaggio nel quale non sapere esattamente dove si dormirà domani può essere parte del divertimento.
Chi sono gli autori. Rossella Del Console e Michele D’Alessio sono una giovane coppia pugliese che ha trasformato il viaggio in un progetto di vita e di lavoro. Insieme hanno dato vita a Vangolden, attraverso il quale raccontano la loro esperienza di nomadi e content creator e la quotidianità della vita on the road. Attorno al progetto è cresciuta una vera community online, che gli stessi autori ringraziano nelle pagine finali del volume. Michele racconta inoltre gli alti e bassi professionali che lo hanno portato a puntare proprio su Vangolden e sul lavoro di content creator, fatto di pubblicità, storie da raccontare, tentativi, cambiamenti e inevitabili rischi.
I due autori non raccontano semplicemente come si vive in camper. Raccontano soprattutto come sono arrivati a scegliere una vita itinerante. Michele, dopo anni di lavoro insoddisfacente e seri problemi di salute, decide che aspettare il momento perfetto non è più una grande strategia: lascia il lavoro, comincia a viaggiare, percorre il Cammino di Santiago, scala il Kilimangiaro e arriva fino all’Africa. Poi incontra Rossella, si innamorano, si sposano e il progetto diventa di coppia: partire in camper con il sogno, decisamente poco minimalista, di fare il giro del mondo.
Il bello è che Casa è ovunque siamo insieme non vende la vanlife come una pubblicità di materassi matrimoniali con vista sulle Dolomiti. Anzi. Gli autori ci tengono a smontare proprio l’equivoco più invitante: vivere viaggiando non significa essere perennemente in vacanza. Bisogna lavorare, fare quadrare il budget, rinunciare al superfluo e mettere in conto anche docce fredde, notti poco romantiche e pasti decisamente economici.
E qui il libro diventa curiosamente perfetto anche per chi non ha nessuna intenzione di vendere casa e comprarsi un camper.
Perché il suo messaggio estivo può essere molto più semplice: partite.
Non necessariamente per sempre. Non necessariamente verso Kathmandu. E nemmeno con un furgone 4×4. Partite magari per quattro giorni, scegliendo una destinazione questa sera e mettendovi in macchina domattina. Il viaggio raccontato da Del Console e D’Alessio procede infatti secondo una filosofia opposta alla vacanza trasformata in una maratona di monumenti: non conta accumulare Paesi e timbri sul passaporto, conta la qualità dell’esperienza. Nel libro il concetto è chiarissimo: non è una gara, così come non è una moda, non è tutto facile e neppure tutto difficile.
E allora ben venga anche il last minute, quello vero. Un posto trovato all’ultimo momento, una strada secondaria presa perché «vediamo dove porta», una trattoria non recensita preventivamente, una notte aggiunta perché qui si sta troppo bene.
Del resto, nel libro l’imprevisto non è un guasto del programma: è parte del programma. Durante una sosta forzata, Rossella arriva a una conclusione che potrebbe diventare il manifesto di ogni vacanza organizzata all’ultimo secondo: affannarsi per vedere il maggior numero possibile di cose finisce soltanto per trasformare il viaggio in una fonte di stress. E soprattutto «non ha senso fare tanti programmi», perché la vita trova comunque il modo di scombussolarli.
Naturalmente il volume indulge talvolta nell’entusiasmo motivazionale del “cambia vita”, con qualche certezza forse troppo assoluta per convincere chi considera già un’avventura cambiare stabilimento balneare. Ma è anche questo a renderlo una lettura piacevolmente estiva: è ottimista, personale, pieno di episodi vissuti e soprattutto contagioso.
La sua forza, infatti, sta meno nell’offrire una ricetta universale per diventare nomadi che nel suggerire una domanda molto più semplice: siamo proprio sicuri di dover aspettare sempre il momento perfetto?
Michele, tirando le somme della loro scelta, scrive che rifarebbero tutto «un milione di volte». E il messaggio con cui si congeda dal lettore è coerente con l’intero viaggio: provare, sperimentare, cambiare, osare senza aspettare un domani che, per definizione, rimane imprevedibile.
Ecco perché Casa è ovunque siamo insieme continua a funzionare come un piccolo antidoto alla sindrome dell’«ormai è troppo tardi per organizzare le vacanze». È un long seller da ripescare quando torna la voglia di partire ma il programma ancora non c’è, da mettere idealmente accanto alla guida stradale per ricordarsi che non tutte le vacanze memorabili cominciano con una prenotazione fatta sei mesi prima.
Troppo tardi per il villaggio prenotato a gennaio? Probabile.
Troppo tardi per partire? Mai.
Chiudete il libro, cercate uno zaino e controllate quanta benzina avete. Per la destinazione c’è ancora tempo.