Pressing sull'enclave spagnola
Caos a Ceuta, ferragosto di tensione. Confini presidiati, social monitorati e assalto sventato: fermati 294 migranti. Roma fa scuola
Organizzazioni e trafficanti in pressing, e ad alimentare il rischio di afflussi di massa anche una campagna coordinata sul web. Meloni e Piantedosi ribadiscono la linea ferma del governo e indicano la strada all'Ue
Migranti in pressing su Ceuta. Per quanto blindato, quello appena passato è stato un Ferragosto di tensione nell’enclave spagnola. Un giorno di altissima tensione, quello registrato ieri al confine tra Marocco e Spagna, dove il dispositivo di sicurezza congiunto ha sventato l’ennesimo tentativo di sfondamento di clandestini arrivati in massa con destinazione Europa. A ridosso del valico di Fnideq le forze dell’ordine marocchine hanno bloccato centinaia di clandestini pronti a fare irruzione in territorio europeo.
Marocco, un ferragosto di tensione: assalto di migranti a Ceuta
Secondo fonti di sicurezza del posto, riportate dalla testata locale Le360, nella sola mattinata di sabato sono stati fermati 294 «candidati all’emigrazione irregolare», intenzionati a varcare irregolarmente il confine: ben 248 migranti provenienti dall’Africa subsahariana. E 46 di nazionalità marocchina. Il gruppo aveva allestito un bivacco d’attesa sulle colline boscose sopra Fnideq, da sempre punto strategico di raduno, prima che l’intervento della polizia locale sgomberasse l’area. Un’operazione di routine, hanno precisato le autorità, che si inserisce tuttavia in un quadro di massima allerta territoriale per prevenire le solite partenze d’estate.
Fermati «294 candidati all’emigrazione irregolare»
Del resto, a preoccupazione e l’allerta dei giorni precedenti il Ferragosto avevano chiaramente parlato di timori di nuovi incursioni massicce, anche perché ad alimentare il rischio di un afflusso di massa è stata una campagna coordinata sul web e sui social network. Negli ultimi giorni, infatti, le autorità di Rabat avevano già annunciato contromisure straordinarie dopo aver intercettato una serie di messaggi virali che incitavano all’invasione, sostenendo che i valichi di Fnideq e Melilla sarebbero stati lasciati “aperti” proprio la giornata del 15 agosto, approfittando del giorno festivo in Spagna.
Migranti a Ceuta, l’allarme delle ore precedenti, il presidio, il fermo di 248 migranti subsahariani e 46 marocchini
Una promessa risuonata tra le forze di sicurezza come una minaccia che ha portato a un’intensa attività d’indagine culminata nei giorni scorsi nell’arresto di 61 persone con l’accusa di aver promosso e incitato la migrazione irregolare tramite piattaforme digitali. Tra i fermati figurano diversi giovani, attratti dai falsi slogan della rete e dalla speranza (convinzione?) di trovare accoglienza nell’Ue, che confermano come le enclave spagnole rimangano il target preferito della pressione migratoria dall’Africa subsahariana e dal Nord Africa.
Migranti, organizzazioni e trafficanti in pressing
L’episodio conferma l’efficacia e la necessità del rigore al confine esterno dell’Unione Europea, dove il fermo contrasto e il presidio rigoroso delle frontiere si confermano gli unici strumenti idonei a disinnescare la morsa dei flussi illegali e il pressing di organizzazioni e trafficanti di esseri umani sull’immigrazione clandestina. Una pressione che richiede un argine solido, come ribadito nei giorni scorsi dalla premier Meloni che, in un’intervista rilasciata al direttore di Milano Finanza, Roberto Sommella, ha confermato: «La stragrande maggioranza delle Nazioni europee condivide la posizione che l’Italia ha espresso in questi giorni. E cioè che la priorità dell’Europa sia proteggere le frontiere esterne dall’immigrazione incontrollata, escludere ogni rischio di sicurezza e terrorismo, difendere la libertà di circolazione che è alla base del sistema Schengen».
Meloni, Piantedosi e la linea ferma di Roma
Sottolineando contestualmente come, proprio nel caso dell’enclave spagnola, «la grave crisi migratoria che si è aperta a Ceuta ci impongono la massima attenzione e la necessità di continuare ad adottare tutte le misure necessarie». Un allarme che lo stesso ministro Piantedosi ha confermato nelle scorse ore ribadendo la linea ferma di Roma, che non arretra: «Basta ambiguità, l’Europa non può sottovalutare. Contrastare il traffico di esseri umani deve essere una priorità».