Clamoroso furto di Ferragosto
Audace colpo dei soliti ignoti: i ladri eludono allarmi e sicurezza e rubano dal museo siciliano 4 opere di Antonello da Messina. Indagini in corso
Con un’azione fulminea e chirurgica, i malviventi hanno portato via dal Mume quattro capolavori del Maestro del Rinascimento: tre delle cinque tavole superstiti del celebre "Polittico di San Gregorio" e la preziosa tavoletta bifronte raffigurante la "Madonna col Bambino" e il "Cristo in Pietà"
Audace colpo di Ferragosto, ma chissà se di “soliti ignoti”… Nella serata di ieri, approfittando della quiete festiva, una banda di ladri, probabilmente dei professionisti, s’è introdotta nelle sale del MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. Con un’azione fulminea e chirurgica, i malviventi sono riusciti a eludere gli impianti di allarme e i sistemi di sicurezza, portando via quattro capolavori attribuiti al maestro del Rinascimento Antonello da Messina.
Non c’è stato nemmeno il tempo di tirare un completo sospiro di sollievo per il brillante recupero ad opera dei Carabinieri delle tre preziose tele di Matisse, Renoir e Cézanne, sottratte a marzo alla Fondazione Magnani Rocca di Parma che a distanza di pochissime ore dal plauso corale alle forze dell’ordine per quel ritrovamento, il patrimonio artistico italiano incassa un altro e gravissimo colpo, questa volta nel cuore della Sicilia.
Scempio senza fine: rubate quattro opere di Antonello da Messina al MuMe
Il bottino è di valore inestimabile. Come si legge su Messina in Diretta, i ladri d’arte hanno sfilato tre delle cinque tavole superstiti del celebre Polittico di San Gregorio (detto anche del Rosario), commissionato nel 1473 dalla badessa Fabria Cirino per il monastero di Santa Maria extra moenia. Un’opera fondamentale per la storia dell’arte meridionale, miracolosamente sopravvissuta nel tempo persino ai crolli del devastante terremoto del 1908.
Rubata anche la celebre tavoletta bifronte
Ma non è ancora tutto, perché – non paghi – i malviventi hanno forzato e svuotato una teca blindata per asportare la preziosa tavoletta bifronte raffigurante la Madonna col Bambino da un lato, e il Cristo in Pietà dall’altro: gemma della devozione privata acquistata dalla Regione Siciliana nel 2003 ad un’asta di Christie’s.
«Purtroppo sono riusciti ad eludere i sistemi d’allarme e tutti i sistemi di sicurezza», ha commentato la direttrice del museo e riporta il Corriere della sera.
«La cosa che stupisce – ha osservato invece l’assessore Caruso – è che non sono opere su tela, che si possono avvolgere, ma su tavola. È un furto studiato da professionisti e mi auguro che in tempi brevi si possa intercettarli».
Indagini in corso con la speranza dello stesso epilogo della vicenda di Parma
Sul posto sono subito intervenuti gli specialisti della Scientifica e le forze di polizia per raccogliere rilievi e tracce utili a identificare la banda. Mentre la Direzione del MuMe ha disposto per oggi la chiusura immediata del museo al pubblico per consentire lo svolgimento dei sopralluoghi e tutelare l’area interessata dalle indagini. Indagini alacremente in corso. Una ferita, quella inferta a Messina che ricorda quanto sia spietata la caccia ai tesori nazionali da parte del crimine organizzato. La speranza, comunque, è che anche questo scempio trovi presto la medesima risposta rigorosa che ha portato al felice epilogo parmense, che dimostr l’eccellenza investigativa italiana nel tracciare e recuperare le opere d’arte.