I riformisti del vecchio...
Calenda getta la maschera sul suo piano-horror: “Tifo per il pareggio, vorrei Gentiloni premier”
Carlo Calenda, il grande tessitore del centro che dialoga sulle idee e sui contenuti con la sinistra e la destra moderata, ha progetti di breve scadenza molto meno impegnativi: un bel pareggio alle prossime elezioni, con inciucio annesso e governo guidato da uno “scarto” politico del Pd, Paolo Gentiloni, già premier ed ex commissario Ue, non molto rimpianto, a quanto pare. In una lunga intervista a “Repubblica” Carlo Calenda manda un messaggio di una tristezza politica infinita, quella delle elezioni senza vincitori e di un governo senza voto degli italiani chiamati a scegliere, da qui a un anno, tra destra e sinistra.
Carlo Calenda e il pareggio con premier Gentiloni
“Ai riformisti che stanno fuori e dentro il Pd dico: venite con noi prima di ritrovarvi Giuseppe Conte capo dei progressisti e candidato a Palazzo Chigi” dice il leader di Azione, secondo il quale con la nuova legge elettorale “nessuno riuscirà a raggiungere la soglia del 42% che fa scattare il premio di maggioranza. Avremo un Vannacci meno forte di quel che si pensi fuori dall’alleanza di centrodestra, il filorusso Di Battista fuori dal centrosinistra e il nostro polo liberaldemocratico. Sarà una corsa a cinque in uno schema di proporzionale puro: alla fine l’unica strada sarà formare in Parlamento un governo europeista che abbia un baricentro centrale”.
“Non c’è alternativa – prosegue Calenda – per affrontare la tempesta che si sta addensando sulle nostre teste. Con tre guerre in corso, Meloni ha scelto il conflitto con l’Europa, una roba da matti, mentre Schlein non riesce a resistere ai diktat di M5S e Avs”. Il suo mini-polo non rischia di essere velleitario? Come fa Azione, con il 3%, a diventare decisivo? “Sono pronto a scommettere che la nostra coalizione ? di cui fanno parte anche Picierno, la fondazione Einaudi, i libdem di Marattin ? farà meglio del ’22” afferma ancora il leader di Azione.
“Non ci possiamo permettere di confermare questo governo che, per paura di Vannacci, sta dando uno spettacolo indegno: lo scontro con la Spagna è da asilo Mariuccia. Né averne uno pro-Mosca a trazione Conte, che vuole la resa ucraina: quando Putin attaccherà un Paese baltico ? perché lo farà? Starà al suo fianco. Il campo largo – afferma ancora Calenda – è un’accozzaglia che non ha alcuna possibilità di governare il Paese. Sarebbe un governo pericoloso per la tenuta dei conti e per quella internazionale. Pericoloso tanto quanto un bis di Meloni”. E se il campo largo scegliesse un nome terzo candidato premier? “Sarebbe la soluzione migliore, ma non vedo come Schlein o Conte possano fare un passo indietro. Magari ci fosse Gentiloni, ma non credo che ci sarà” conclude il leader di Azione.