Il cugino fuori pericolo
Bimba morta per difterite a Palermo perchè non era stata vaccinata: indagati i genitori per omicidio colposo
La mamma si difende sui social accusando i medici di negligenza. Il vaccino, disponibile dal 1939, ha azzerato di fatto la mortalità per i bambini
Sono indagati per omicidio colposo i genitori di Anna Rosa Bartolotta, la bimba di 4 anni dello Zen morta per difterite. La coppia aveva scelto di non vaccinarla sostenendo che una vaccinazione aveva causato l’autismo di un cuginetto. La Procura – l’inchiesta è coordinata dalla procuratrice aggiunta di Palermo Laura Vaccaro e dal procuratore Maurizio de Lucia – ipotizza che l’omissione, costituita dalla mancata vaccinazione contro la difterite, da anni ormai obbligatoria, avrebbe determinato la morte di Anna Rosa: da qui la contestazione di omicidio colposo per omissione.
Gli altri figli vaccinati su disposizione del giudice
L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto a garanzia in vista del conferimento dell’incarico ai medici legali che dovranno eseguire l’autopsia, atto irripetibile, sul corpo della bambina. In questo modo la coppia avrà la possibilità di nominare propri consulenti che parteciperanno agli accertamenti. Altro aspetto su cui i Pm indagheranno è quanti nel nucleo familiare e tra i vicini siano no vax e quanti minori non siano stati vaccinati, elementi che daranno un quadro su eventuali rischi per la salute pubblica. Da quanto si apprende la coppia non aveva vaccinato neppure gli altri tre figli, che hanno ricevuto il vaccino dopo la morte della sorellina su disposizione del giudice.
L’assurda morte per differite
La bambina è morta per una malattia che uccideva agli inizi del Novecento e che è stata di fatto debellata. In Italia, da quando il regime impose nel 1939 il vaccino obbligatorio, i decessi sono arrivati praticamente a zero. Basta semplicemente vaccinarsi. E lo si è visto con il cuginetto di Anna, anche lui contagiato ma non in gravi condizioni essendo coperto dal vaccino. Il vaccino contro la differite, ovviamente, rientra tra quelli non derogabili.
La madre della bambina accusa i sanitari
La madre della bambina ha espresso la propria posizione tramite un duro sfogo pubblico sui social network. La donna, Manuela Maggio, ha pubblicato un post sulla propria pagina Facebook respingendo le ricostruzioni della stampa e attaccando duramente la gestione sanitaria.
Ha definito il personale dell’ospedale “medici incompetenti” e ha affermato che la situazione clinica della figlia sia stata gravemente “sottovalutata” quando è stata portata nella struttura. La donna ha concluso scrivendo: “Il dolore è mio e solo mio, ma vi auguro di non avere a che fare mai con i medici che hanno distrutto la vita mia e di mia figlia”.