Gli interventi dell'esecutivo
Lavoro, Bellucci rivendica l’impegno del governo Meloni: “Promuoviamo economia sociale e welfare aziendale”
Come ha spiegato il viceministro del Lavoro, in questi anni il governo Meloni si è impegnato al massimo per il miglioramento della vita lavorativa e anche per tutte le organizzazioni che lavorano nel terzo settore
Il governo Meloni, sin dal suo insediamento, ha sempre promosso «un’economia sociale mettendo al centro l’uomo, la persona e chiamando a raccolta tutti gli interlocutori che in Italia fanno sì che la propria attività non segua il profitto fine a sé stesso, ma la costruzione del bene comune». A dirlo in un’intervista ad Avvenire è stata Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle politiche sociali, a seguito dell’intervento del Papa al meeting di Rimini. La deputata di FdI ha sottolineato che in Italia «abbiamo quasi 400mila organizzazioni che operano nel Terzo settore, con 1,5 milioni di lavoratori e 4,5 milioni di volontari». Inoltre, «l’attuale Esecutivo ha costruito un percorso per valorizzare questo patrimonio, considerandolo non un’eccezione, bensì un protagonista vitale del mercato».
Bellucci: «L’impegno del governo sul miglioramento della vita lavorativa è sempre stato massimo»
A proposito del miglioramento della vita lavorativa, Maria Teresa Bellucci ha spiegato che l’impegno del governo «è sempre stato massimo e vogliamo continuare a stabilizzare gli interventi compiuti in questi anni. Personalmente credo molto nello sviluppo del welfare aziendale, sul quale abbiamo investito molto, ma che può crescere ed essere sviluppato ancora di più». Nello specifico, ha ricordato gli interventi sul «Fringe benefit all’1% dei premi aziendali, oltre allo stanziamento di un miliardo sul Dl salario giusto». Sull’uso dell’intelligenza artificiale, invece, Bellucci ha specificato che questa «è un rischio, come ogni invenzione umana, e sono convinta che la chiave sia nel governarla, possibilmente utilizzandola come strumento per promuovere l’inclusione e come un volano che possa esaltare ciò che caratterizza l’uomo e lo rende unico e irripetibile».
L’importanza della riforma del Terzo settore
Come ha spiegato il viceministro, l’attenzione dell’esecutivo sulla riforma del Terzo settore è dimostrata «dall’interlocuzione continua con l’Ue su questo tema, che ci ha permesso di ottenere per la prima volta il via libera sulla fiscalità agevolata degli enti». Si tratta quindi di «un passaggio storico e culturale decisivo, perché Bruxelles ha constatato e accettato il principio che una fiscalità agevolata per questi enti non può essere considerata un aiuto di Stato, dal momento che la loro azione non è quella di perseguire il profitto, bensì il bene comune». Poi ha citato anche «l’inserimento dell’amministrazione condivisa per gli enti del Terzo settore nel codice degli appalti pubblici. Un passaggio che rompe la logica esclusivamente competitiva che dominava il sistema di assegnazione degli appalti».
Il piano nazionale per l’economia sociale
Quanto al Piano nazionale per l’economia sociale, presentato al Cdm insieme al viceministro dell’Economia Maurizio Leo, Bellucci ha spiegato che si tratta di un programma che «risponde a una raccomandazione del Consiglio europeo del 2023. Prevede innanzitutto il riconoscimento di una serie di enti fino a oggi appartenenti a entità molto diverse tra loro, dando loro un ecosistema stabile di riferimento unico: enti del Terzo settore, cooperazione sociale, imprese sociali, enti sportivi, enti religiosi civilmente riconosciuti, fondazioni e fondazioni di origine bancaria». Insomma, sono tutte realtà «il cui valore viene oggi riconosciuto formalmente dal legislatore come di estremo valore sociale, economico e ambientale».
Come ha tenuto a ricordare il viceministro, il piano si occupa anche di «formazione delle competenze specifiche che devono accompagnare le sfide affrontate da queste realtà. Ritengo che sia uno degli atti più adatti per rispondere all’appello del Papa: un modo per liberare le migliori energie utili per coniugare crescita, occupazione e coesione».