Il Papa: «È il lavoro che dà dignità. I sussidi sono solo un aiuto, non si può vivere di quelli»

giovedì 14 Ottobre 17:32 - di Viola Longo
papa lavoro

È il lavoro che dà dignità, non i sussidi. È il messaggio inviato, con un video, da Papa Francesco al 57esimo Colloquio della Fondazione Idea di Buenos Aires. Nel saluto il Pontefice ha anche smentito una sua presunta propensione per l’assistenzialismo, soffermandosi invece sulla «nobile vocazione» degli imprenditori.

Il Papa: «È il lavoro che dà dignità»

«Non mi stancherò mai di parlare della dignità del lavoro. Ciò che dà dignità è il lavoro. Chi non ha lavoro sente che gli manca qualcosa, gli manca quella dignità che dà proprio il lavoro, che unge di dignità», ha detto il Papa, ricordando che «varie volte ho fatto riferimento alla nobile vocazione dell’imprenditore, che cerca con creatività di produrre ricchezza e di diversificare la produzione, rendendo possibile al tempo stesso la creazione di posti di lavoro».

Bergoglio smentisce chi lo tira per la tonaca

«Alcuni – ha proseguito Bergoglio – mi hanno fatto dire cose che non sostengo: che propongo una vita senza fatica, o che disprezzo la cultura del lavoro. Immaginatevi se si può dire questo di un discendente di piemontesi, che non sono venuti nel nostro Paese con la voglia di essere mantenuti, ma con un enorme desiderio di rimboccarsi le maniche per costruire un futuro per le loro famiglie. È curioso, i migranti non mettevano i soldi in banca, ma in mattoni e terreno. La casa prima di tutto. Guardavano avanti verso la famiglia. Investimento di famiglia».

Il Papa: «Non si può vivere di sussidi, sono solo un aiuto provvisorio»

Il Pontefice quindi ha sottolineato altrettanto chiaramente che «i sussidi possono essere solo un aiuto provvisorio». «Non si può vivere di sussidi, perché – ha avvertito – il grande obiettivo è offrire fonti di lavoro diversificate, che consentano a tutti di costruire il futuro con la fatica e l’ingegno. Proprio perché diversificate, aprono il cammino affinché le diverse persone trovino il contesto più adeguato a sviluppare i propri doni, poiché non tutti hanno le stesse capacità e inclinazioni». «Su questa strada credo che il dialogo tra gli imprenditori e i lavoratori – ha quindi concluso Bergoglio nel suo messaggio alla Fondazione Idea – non sia solo indispensabile, ma anche fecondo e promettente».

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