Disastro targato M5S-Pd
Superbonus, l’Enea certifica la voragine: i dati aggiornati a maggio superano i 131 miliardi a carico dello Stato. Come sei finanziarie
Numeri spropositati e oneri pesantissimi a carico dello Stato. Oltretutto la misura grillina non ha giovato all'edilizia popolare, fallendo anche gli obiettivi climatici
Ancora un’altra sonora bocciatura al Superbonus, la misura-icona del M5S. Arriva da una fonte inoppugnabile, dall’ Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. I numeri continuano a far male alle casse dello Stato senza che abbiano portato vantaggi all’edilizia popolare. Il provvedimento lasciato in eredità dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico continua a presentare il conto agli italiani. I dati Enea da poco diffusi, aggiornati al 31 maggio, certificano che l’onere a carico dello Stato ha superato i 131 miliardi di euro: “Una cifra che equivale a quasi sei intere leggi di bilancio, considerando che l’ultima Manovra approvata dal governo Meloni vale circa 22 miliardi di euro”. A farlo notare è Lino Ricchiuti di FdI che evidenzia che “Solo nel 2026, del resto, lo Stato verserà per il Superbonus circa 40 miliardi di euro: più del doppio dell’intera legge di bilancio di quest’anno”. Lo schiaffo arriva dopo quello di poche settimane fa della Corte dei Conti.
I dati diffusi dall’ Enea sono un altra bocciatura del Superbonus di Conte
Oltre 500mila edifici sono stati coinvolti in tutta Italia. Questi numeri sconfessano le promessa di partenza. Correva l’anno 2020 quando il governo Conte II, sostenuto da M5S e Pd, fece approvare la misura. La Ragioneria Generale dello Stato stimava un impatto sui conti pubblici di 35 miliardi di euro fino al 2035. “Oggi siamo già a quasi quattro volte quella cifra, con la misura non ancora del tutto esaurita”. Il parlamentare di FdI ha spiegato che il motivo di questa lievitazione dei costi sta tutta “nel modo in cui la norma fu scritta da quella maggioranza. Nessun tetto di spesa, cessione del credito libera e senza controlli reali; nessuna verifica seria sulla platea dei beneficiari”. Errori fatali che hanno “spalancato le porte alla criminalità organizzata del profitto fiscale.
Il Superbonus è servito a ristrutturare le case dei più benestanti
Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate hanno finora sequestrato quasi 9,3 miliardi di euro di crediti falsi legati a lavori mai eseguiti o gonfiati. E le indagini continuano ancora oggi. E siccome al peggio non c’è fine, c’è un secondo dato che pesa quanto le truffe. “I numeri Enea dicono che quasi un edificio su due tra quelli agevolati dal Superbonus, il 48,7%, è una villetta o un’abitazione unifamiliare, non un condominio popolare o un edificio di edilizia sociale. Lo Stato, cioè la collettività, ha finanziato al 110% la ristrutturazione delle case dei più benestanti. Mentre il conto lo pagano tutti, comprese le famiglie che una villetta non ce l’hanno e non ce l’avranno mai”. E il tutto per riqualificare appena il 4% del patrimonio edilizio residenziale italiano, come dimostrano gli stessi dati Istat ed Enea.
Anche l’obiettivo climatico non è stato un flop
Perché a conti fatti nemmeno l’obiettivo ambientale, quello sbandierato per giustificare una spesa così enorme, è stato raggiunto. Lo evidenzia la Banca d’Italia in uno studio ufficiale, secondo cui il Superbonus avrebbe abbattuto le emissioni di CO2 di meno dello 0,2% del totale nazionale: “con un ritorno ambientale che ripagherebbe il costo sostenuto solo dopo decenni. Un fallimento su tutta la linea, dal punto di vista dei conti pubblici, della sicurezza dello Stato dalle frodi e persino dell’obiettivo climatico che avrebbe dovuto giustificarlo”, fa il punto FdI. Naturalmente dal M5S, e dal Pd fischiettano e dribblano il loro disastro.
Zavorra pesantissima
Eppure ogni euro che lo Stato versa ancora per onorare quella norma scritta male è un euro che il governo Meloni non ha per intervenire con più forza su altri fronti, a partire dal caro carburante. Eppure il governo Meloni si è fatta carica di questo disastro: con l’ultimo intervento, ha superato i 2,1 miliardi di euro complessivamente stanziati dal 2022 su questo fronte, oltre alla riduzione dell’Irpef e al taglio del cuneo fiscale per i lavoratori meno abbienti. E nonostante i margini di manovra ridotti per responsabilità dei governi precedenti continuerà a farlo. Una cosa in tutto questo quadro non è tollerabile: che siano gli autori di questo disastro a dare lezioni su come spendere i soldi.